Al giorno 22 marzo 2020, il dato in Italia più grave è rappresentato dalla elevata letalità media della infezione virale da Covid19 rispetto al dato proveniente dal resto del mondo (circa 10%, rispetto ad una media mondiale di circa il 2-3%).

Questa elevata letalità si mostra parallela, e in modo non causale, alla elevatissima percentuale di infetti che si registra tra i sanitari e il personale impegnato nelle operazioni di assistenza agli infetti, con una percentuale che arriva a circa il 10% del totale.

Si registra altresì una non prevista e gravissima carenza di posti letto ospedalieri dedicati e adeguatamente attrezzati, sia nei reparti ordinari che soprattutto in quelli di Terapia Intensiva, e questo sia nelle regioni del Nord, in questo momento picco della epidemia nazionale, sia nelle regioni del centro sud.

Il piano ideato dal governo regionale campano si sta strutturando su una scenario di circa 3mila contagiati totali, con la possibilità di trasformare l’ospedale Loreto Mare e il Cotugno di Napoli in Covid hospital. Sono stati stanziati circa 30 milioni di euro per passare da 320 a quasi 500 posti in pochi giorni. Ad oggi però si registra già la saturazione dei reparti di Terapia Intensiva, il cui fabbisogno – mantenendo inalterata la previsione di contagiati – andrebbe aumentato convenientemente.

Si stima infatti che in Italia, e quindi anche in Campania, i contagiati siano molti di più: uno studio pubblicato su Science calcola che per ogni positivo ce ne siano almeno 5-10 non censiti. Un modello matematico firmato da Livio Fenga dell’Istat mostra a sua volta come il 12 marzo, rispetto ai 12.839 casi denunciati in Italia, le persone infette dal SARS-CoV-2 potrebbero essere state 105.789.

Se davvero i soggetti contagiati fossero fino a dieci volte tanto, la percentuale di letalità calcolata rispetto all’intera nazione scenderebbe su valori vicinissimi a quelli della Cina continentale. Di conseguenza per uno scenario, più realistico e comunque ottimistico, di circa 30mila contagiati in Campania come picco, il fabbisogno minimo necessario in pochi giorni di posti letto nelle terapie intensive potrebbe essere di gran lunga maggiore di quello ad oggi previsto.

Questo giustifica ampiamente il comportamento inflessibile e le disposizioni draconiane del governo regionale in merito al distanziamento sociale e al blocco della libera circolazione individuale, ma questa pur meritoria azione di rigida profilassi non può coprire quella che appare in Italia, e quindi anche in Campania, la principale fonte di contagi e quindi di diffusione del virus: gli ospedali e tutte le attività sanitarie.

E la Campania, che non è soltanto la regione più giovane di Italia ma purtroppo (anche per le mancate azioni di prevenzione primaria non poste in essere da decenni, vedi appunto caso “Terra dei Fuochi”) anche quella con la massima incidenza di tutte le patologie cronico-degenerative in Italia anche nei soggetti giovani, rischia di più anche per questo motivo.

Il ricorso costante e continuo alle strutture sanitarie di qualunque livello resta una necessità non eludibile da parte dei cittadini campani e rappresenta quindi, a mio parere, la principale potenziale fonte di diffusione del contagio nella popolazione, ben maggiore dell’eventuale mancanza di rispetto delle draconiane disposizioni vigenti.

Analizzando i dati sinora prodotti, più che per il virus stesso ritengo che la principale causa di questa anomala incidenza di elevata letalità e di infezioni nelle strutture sanitarie e di emergenza possa essere individuata nella gravissima sottovalutazione dell’impatto epidemico sulle nostre strutture sanitarie, e in particolare sui nostri Pronto Soccorso e Terapie Intensive, non adeguatamente dotati di idonei Dispositivi di protezione individuale (Dpi) né della possibilità di concretizzare operazioni di screening dei potenziali infetti.

In conclusione quindi ritengo indispensabile sottoporre alla attenzione delle autorità responsabili la assoluta e urgente necessità in Campania, non potendosi azzerare il ricorso alle strutture sanitarie da parte dei propri cittadini che sono affetti dal maggior numero di patologie croniche di Italia, di procedere immediatamente a:

1. Recupero e immediata diffusione, presso tutte le strutture sanitarie, delle Dpi, per il personale impegnato nelle attività – sia direttamente (medici e infermieri) che di supporto (Oss e operai vari) – e per tutta la popolazione sino al termine della epidemia;

2. Rendere immediatamente possibile, presso tutte le nostre strutture ospedaliere dotate di parcheggio (e non sono poche: Ospedale del Mare, Cardarelli, Policlinici, ecc.) di postazioni di task force fisse dove sia possibile eseguire a tappeto, con obbligo di priorità per il personale sanitario, i tamponi di screening sul modello coreano, allo scopo di rendere consapevoli i cittadini della reale situazione sul contagio da Covid19 e mettendoli così nelle condizioni migliori per adottare i comportamenti di distanziamento sociale, anche all’interno dei propri nuclei familiari.

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