Un grande “cervellone” che riceve le segnalazioni delle regioni e poi trasferisce i pazienti affetti da coronavirus da un ospedale all’altro e tra regioni diverse a seconda della disponibilità di posti letto. Si chiama CROSS (“Centrale operativa remota operazioni soccorso sanitario”) e si trova nel seminterrato della centrale operativa del 118 di Pistoia: è stata attivata il 5 marzo dal commissario alla Protezione civile nazionale Angelo Borrelli per far fronte all’emergenza da Covid-19 e in particolare alla mancanza di posti letto nei reparti di terapia intensiva soprattutto nelle regioni del nord.

Già 30 pazienti via dalla Lombardia
In tutto in Italia ci sono circa 5mila posti e spetta alla centrale operativa di Pistoia gestirli, distribuendoli a seconda delle disponibilità. Al momento, secondo i dati della Protezione civile, in una settimana, una trentina di pazienti sono stati trasferiti dalla Lombardia agli ospedali di altre regioni d’Italia: ci sono pazienti positivi al Covid-19 ma anche negativi che vengono trasferiti per lasciare spazio ai primi nelle strutture lombarde. E la situazione è talmente critica che dalle regioni vicine alcuni pazienti sono stati trasportati fino alla Puglia: “La disponibilità è poca perché molti dei cinquemila posti sono tutti occupati – spiega a Ilfattoquotidiano.it il direttore della centrale operativa Piero Paolini – Per questo siamo partiti dalle regioni più vicine e oggi siamo arrivati in fondo allo stivale”.

Come funziona il “cervellone” che organizza i posti letto
In Italia di CROSS ce ne sono due, una a Pistoia e una a Torino che vengono attivate alternativamente per rispondere alle emergenze nazionali (da ultimo il terremoto a Ischia) e internazionali (quello in Albania): per l’emergenza da Covid-19 è stata scelta la sede toscana che da giorni sta lavorando 24 ore su 24 per reperire posti letto in tutta Italia. Per il trasferimento dei pazienti contagiati da una struttura all’altra, e in particolare tra le regioni, il “cervello” della CROSS funziona come una qualunque segnalazione al 118: se in quel caso è una persona (spesso un testimone di un fatto o di un’emergenza) a contattare la centrale operativa che poi coordina il personale sanitario per l’assistenza decidendo quale mezzo mandare sul posto, in questo caso sono i referenti sanitari delle singole regioni che hanno necessità di liberare posti letto in terapia intensiva a contattare la CROSS. A quel punto sta agli operatori di Pistoia attivarsi per coordinare il trasferimento.

Ambulanze ed elicotteri: così si spostano i malati
Ogni giorno medici, infermieri e operatori tecnici che lavorano a Pistoia compilano un file excel per ogni regione che incrocia i bisogni e la disponibilità degli ospedali e in base a quello coordina i trasferimenti con il commissario alla Protezione Civile, Angelo Borrelli. Idealmente, i pazienti lombardi dovrebbero essere trasferiti negli ospedali delle regioni limitrofe ma anche in queste sono finiti i posti e quindi ormai si arriva fino al sud Italia. Il problema, ovviamente, è la condizione dello spostamento: “Per trasferire questi pazienti bisogna riprodurre una piccola rianimazione all’interno di un mezzo – continua Paolini – e ci vuole personale medico specialistico, in questo momento molto difficile da trovare: stiamo utilizzando mezzi dell’aeronautica ed elicotteri del 118”. Poi c’è il fattore tempo: “Per trasferire un paziente da Varese a Trieste ci sono volute cinque ore, e non è per niente facile”.

“Ridurre i contagi per liberare posti letto”
Secondo Paolini, quindi, è molto importante che i cittadini rispettino le regole del governo: “La situazione è critica – conclude – perché rispetto a una qualunque altra catastrofe, in questo caso non è localizzata: ognuno ha il virus in casa propria e il nostro lavoro è molto più complicato. Per questo chiedo a tutti i cittadini di rispettare le misure del governo, restare a casa per ridurre i contagi così da liberare posti letto nelle terapie intensive: se così sarà, tra 15 giorni si potranno vedere i primi risultati”.

Twitter: @salvini_giacomo

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