Con gran parte degli studi dei commercialisti chiusi e tante partite Iva in difficoltà, il governo deve ufficializzare subito il rinvio delle scadenze fiscali di lunedì 16 marzo. Senza attendere il varo del maxi decreto con le misure di sostegno per dipendenti e autonomi, che slitterà al fine settimana. A chiederlo è il Consiglio nazionale dei commercialisti, che ricorda come il 16 sia un giorno caldo perché scadono il versamento del saldo Iva relativo al 2019 e anche quelli dell’Iva e delle ritenute fiscali e previdenziali relative a febbraio. In serata, la risposta del ministero dell’Economia è arrivata: “I termini saranno differiti con una norma del decreto legge”.

Secondo il presidente del Consiglio nazionale Massimi Miani, è “assolutamente indispensabile ad horas un comunicato del Ministero dell’economia che faccia chiarezza, anticipando i provvedimenti che saranno adottati in relazione alle scadenze di lunedì 16 marzo prossimo, considerato che oggi è venerdì”. Altrettanto urgente, secondo il numero uno dei commercialisti, “è l’immediata sospensione di tutti i termini processuali tributari e dei termini d’impugnazione degli atti impositivi che continuano irrimediabilmente a decorrere, senza alcuna possibilità di ravvedimento, con grave pregiudizio del diritto di difesa dei contribuenti”.

Miani sottolinea la “situazione emergenziale nella quale si trovano ad operare le Pmi ed i nostri studi in queste ore, avviando processi di ‘smart working’ dove prima non c’erano, e che richiedono tempi fisiologici di riorganizzazione”. In questo quadro “se per conoscere le modalità e i criteri di sospensione dei versamenti dovuti nei prossimi mesi si può tranquillamente aspettare ancora il tempo fisiologico di studio tecnico, per annunciare il differimento a nuova data di una scadenza impossibile come quella del 16 marzo basta e avanza la volontà politica di annunciarla da ora”.

Il presidente della Cassa nazionale di previdenza dei dottori commercialisti Walter Anedda aggiunge che l’80% degli studi professionali non è in grado di garantire l’operatività, a causa delle restrizioni connesse all’emergenza sanitaria in atto. “La realtà è che, in questo momento, gli studi non sono in condizione di operare in sicurezza, nel rispetto di quanto previsto dalle misure governative finalizzate al contenimento del Covid-19, o di farlo con l’efficienza che ha reso sempre possibile far fronte alle scadenze ordinarie. In questa situazione di emergenza, bisogna salvaguardare ‘in primis’ la salute dei colleghi e dei loro collaboratori. E per questo ci auguriamo che si vada verso l’immediata sospensione della scadenza ormai prossima”.

Con un comunicato nella serata di venerdì, il ministero dell’Economia fa sapere che i termini relativi ai versamenti previsti al 16 marzo saranno differiti con una norma nel decreto legge: “Il decreto – si legge -introdurrà anche ulteriori sospensioni dei termini e misure fiscali a sostegno di imprese, professionisti e partite Iva colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria”.

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