Coronavirus? Se in Puglia ci saranno le percentuali lombarde con 2500 contagi nelle terapie intensive, noi saremo fuori. Non riusciremo più a reggere“. Sono le parole del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ospite di “24 Mattino”, su Radio24.
“Abbiamo a disposizione per il coronavirus attualmente 208 posti in terapia intensiva – spiega – Ciò significa che su 2mila contagi, almeno 1000 avranno bisogno di una ospedalizzazione. Di questo migliaio, secondo anche l’esperienza lombarda, il 15% potrebbero aver bisogno di attività rianimatorie. Stiamo facendo rapidamente un piano, coinvolgendo anche la sanità privata che si è messa a disposizione”.

Circa l’impressionante esodo di pugliesi da Milano nei giorni scorsi, Emiliano precisa: “Dal 29 febbraio a oggi, sono 11468 i moduli on line di autosegnalazione per dichiarare di essere rientrati in Puglia. Poi ovviamente ci sono tutti quelli che sono entrati in Puglia e non si sono segnalati. Solo dall’8 marzo sono arrivati 4651 persone, stando a quelle che si sono autosegnalate. E’ stato un movimento fortissimo di gente che poi ha creato i 56 casi di contagi in Puglia, perché tutte le persone infettate provengono dal Nord. I focolai, quindi, sono in giro e questa ovviamente è la cosa che ci preoccupa di più. Il sistema sanitario pugliese – continua – pur essendo un sistema corretto e con buoni livelli essenziali di assistenza, ha purtroppo, per nostra condanna, 15mila dipendenti in meno rispetto al sistema sanitario dell’Emilia Romagna, a parità di abitanti. E’ questa la questione meridionale vera. Quindi, abbiamo un sistema sanitario più debole rispetto a quello dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Abbiamo, insomma, un timore particolare per quello che potrà succedere”.

Il presidente pugliese, infine, annuncia di aver messo a capo della task force sul coronavirus l’epidemiologo Pier Luigi Lo Palco. E si esprime sulle previsioni del picco dei contagi da coronavirus in Puglia: “Secondo i calcoli del professor Lo Palco, naturalmente riferiti al caso peggiore, il picco dovrebbe avvenire a fine marzo e agli inizi di aprile. Tuttavia, se le misure funzioneranno, riusciremo a tenere basso il picco massimo nell’unità di tempo, cioè non avremo 2mila contagiati contemporaneamente ma di meno. Se riusciamo a tenere basso questo picco, il sistema sanitario potrà tenere, proprio perché lo abbiamo quasi totalmente dedicato all’emergenza del coronavirus, salvo l’oncologia e le urgenze. In questo, dobbiamo ammettere che il SSN italiano è formidabile, perché nel giro di pochissimi giorni siamo riusciti a mettere su una macchina impressionante“.

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