“L’obiettivo è che nessuno deve perdere il lavoro a causa del coronavirus“. Nel primo giorno in cui l’Italia si ferma, il governo ha varato le prime misure economiche per fronteggiare il momento l’emergenza. Visto che, come ha detto il premier Giuseppe Conte, non si tratta “solo sanitaria ma anche economica“. Il consiglio dei ministri ha dunque deciso lo scostamento dagli obiettivi programmatici di bilancio per liberare risorse da destinare al sostegno dei settori travolti dall’emergenza. La cifra è molto superiore ai 3,6 miliardi annunciati dal ministro dell’Economia nel fine settimana. “Abbiamo stanziato 7 miliardi e mezzo di euro a sostegno delle famiglie e delle imprese che stanno affrontando quest’emergenza. Non è solo un’emergenza sanitaria ma anche economica”, ha detto il presidente del consiglio in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Sono misure straordinarie e urgenti”, ha aggiunto spiegando che “l’iniziativa comporta una passaggio parlamentare”. L’impatto in termini di deficit è stimato in circa 6,3 miliardi: la richiesta all’Unione europea è dunque di portare il deficit/pil dal 2,2% previsto al 2,5%. Lo scostamento dovrà passare però per un via libera del Parlamento, che arriverà solo a metà della prossima settimana.

“Conseguenze economiche ampie, aumentiamo deficit/pil di 0,3%” – Conte ha continuato sottolineando che “in un contesto emergenziale occorrono misure urgenti, siamo consapevoli delle nostre responsabilità. Quando abbiamo affrontato questo punto, mi sono premurato di distribuire a tutti i ministri una cartellina con le proposte che ci sono pervenute in questi giorni dalle forze di opposizioni. Tutti i ministri hanno avuto le proposte di Forza Italia, della Lega e di Fratelli d’Italia“. Ad accompagnare Conte in conferenza stampa c’era il ministro del Tesoro Roberto Gualtieri, che ha spiegato nel dettaglio dei numeri: “L’entità dello scostamento è di 7 miliardi e mezzo, 6,35 in termini d’indebitamento. Dal punto di vista tecnico dell’indebitamento siamo nell’ambito dello 0,3% rispetto allo 0,2%”. Nella lettera a Bruxelles, pubblicata sul sito del Tesoro, si spiega che “le conseguenze economiche saranno ampie e in questa fase non possiamo prevedere accuratamente la loro durata”. “Vari settori della nostra economia, inclusi i trasporti, il settore alberghiero, l’intrattenimento, le attività culturali e le fiere soffriranno” a seguito delle restrizioni ai viaggi imposti da altri paesi verso l’Italia, peggiorando “gli effetti recessivi sulla nostra industria manifatturiera dovuti al calo del commercio con la Cina e con paesi terzi”.

“Moratoria debiti imprese con le banche” – Nel prossimo decreto, dunque, ci saranno anche “misure per sostenere una moratoria dei crediti alle imprese da parte del sistema bancario, risorse per il Servizio sanitario nazionale, la protezione civile e le forze dell’ordine, misure che ci consentiranno di sostenere i redditi e salvaguardare l’occupazione e potenziare gli ammortizzatori sociali” perché “nessuno deve perdere lavoro per coronavirus“. Si pensa a una garanzia statale per sostenere il credito alle Pmi colpite dagli effetti del coronavirus, evitando così una serie a catena di default che colpirebbero anche i bilanci delle banche. “Queste sono risorse significative – ha continuato Gualtieri – e ci consentono di fare fronte alle esigenze immediate, ma il nuovo decreto non esaurisce gli interventi necessari: il governo è al lavoro per accelerare lo sblocco degli investimenti e il sostegno alla crescita. Noi vogliamo però definire una risposta più ampia, che dipenderà dallo sviluppo non solo dell’epidemia in sé ma anche dal suo impatto economico. E noi crediamo che questa risposta debba essere coordinata a livello internazionale”. [box_correlati id=”5726218″ tipo=”articolo” ]Il governo decide il rinvio del referendum sul taglio dei parlamentari. Conte: “Stanziati 7,5 miliardi per famiglie e imprese”. Verso richiesta all’Ue di scostamento deficit da 6,3 miliardi[/box_correlati]

“Piena sensibilità da commissione Ue” – A questo proposito Conte ha spiegato che “di questo iter a cui stiamo lavorando per creare questo scostamento rispetto agli obiettivi programmatici la commissione Ue è informata. Non facciamo un salto nel buio, possiamo già dichiarare che c’è la piena sensibilità della commissione Ue a comprendere l’emergenza che stiamo attraversando. Non ci aspettiamo nessuna distonia rispetto all’atteggiamento”. Su questo fronte Gualtieri ha annunciato che “è già partita la lettera che informa l’Ue di questo scostamento, siamo in costante contatto e da questo punto di vista non esiste alcun problema”. Per il ministro dell’Economia “c’è un impatto negativo significativo dell’emergenza Coronavirus ma è del tutto impossibile quantificarlo, confidiamo in una azione di contenimento efficace e anche per questo siamo molto impegnati col massimo rigore per applicare le indicazioni della comunità scientifica. Esistono delle ipotesi, delle valutazioni ma non intendiamo dare numeri che non abbiano un fondamento”.

Conte: “Scuole chiuse? Responsabilità politica” – Il premier è poi tornato a commentare la chiusura di scuole e università, rispondendo a una domanda sul possibile rinvio della misura che scade il 15 marzo: “Ovviamente in prossimità della scadenza, con un certo anticipo per evitare incertezza, torneremo a fare un aggiornamento. In questo momento non lo so neanche io, dobbiamo sempre ragionare nel segno dell’adeguatezza e proporzionalità”. Sulle polemiche delle scorse ore sul presunto parere del comitato tecnico scientifico, Conte ha spiegato che “quando dico che ci basiamo su valutazioni tecnico-scientifiche, non dico che le seguiamo alla lettera, noi abbiamo una responsabilità politica, dobbiamo valutare tutti gli interessi in gioco, non solo l’aspetto sanitario. In questo momento anche gli scienziati non hanno evidenze scientifiche rispetto ad un virus che è nuovo, è chiaro che anche loro hanno difficoltà a dire con certezza alcune cose”.

Il rinvio del referendum – Un’altra decisione presa riguarda il rinvio a data da destinarsi del referendum sul taglio dei parlamentari, originariamente previsto per il 29 marzo. “Abbiamo deliberato di rinviare il referendum – ha confermato il premier – Ma non c’è ancora una nuova data, è un rinvio tecnicamente sine die“. Quando si terrà la consultazione quindi? “Volevo consultarmi con i comitati, ma vi confesso che non ho avuto neanche un piccolo spazio per interloquire con loro. Oggi abbiamo valutato dal punto di vista tecnico la fattibilità o meno del referendum. Mi riprometto di sentire i vari comitati perché si tratterà di trovare un’altra data”, ha risposto il premier.

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