di Lorenzo Giannotti

Il parossismo dell’isteria italiana da Coronavirus è stato raggiunto in seguito al rinvio del derby d’Italia di domenica sera, che si sarebbe dovuto giocare a porte chiuse in quel di Torino. Reazioni scomposte provenienti da tutte le parti in causa e caos mediatico generato dalle disfunzioni della cosa più preziosa che un italiano possa annoverare tra i suoi averi: il calcio. Le opinioni partono come schegge impazzite e si conficcano qua e là senza centrare il punto e la corretta disamina della questione.

Allora provo io a rispondere a qualche domanda evitando di farmi offuscare troppo il ragionamento dalle logiche di tifo.

Sarebbe successa tutta questa baraonda organizzativa se non ci fosse stata in programma Juventus-Inter? No. Ma i danni di immagine (più di 200 paesi collegati) e quelli economici (è il capitalismo, bellezza!) derivanti dalla gara più importante dell’anno giocata a porte chiuse hanno pesato più di qualunque altro fattore.

La gara si sarebbe potuta giocare questa sera a porte aperte? Sì. Dal punto di vista sanitario appare a prima vista una “cagata pazzesca” (il giorno prima no e il giorno dopo sì?), ma da quello burocratico sarebbe stata un’ipotesi percorribile.

La Lega di serie A è colpevole di questo teatrino calcistico-organizzativo degno di una scuola materna? Sì. Se la decisione di rinviare le 5 partite di ieri a mio parere è quella giusta, essa arriva però fuori tempo massimo e troppo a ridosso dell’evento (o la prendi prima o te la tieni nel cassetto).

Si può parlare di campionato falsato? Sì. È legittimo (anche se non è il mio pensiero). Le nove partite che ad oggi l’Inter si ritroverebbe a giocare nel mese di maggio (la Juventus otto) sono inconcepibili: la proposta di Beppe Marotta di ridurre il numero delle squadre a 16-18 è chiaramente l’unica cosa intelligente che gravita intorno a questa situazione.

La Juventus “ladrona” e capro espiatorio di tutti i mali del calcio italiano è colpevole di qualcosa? No. Almeno fino a prova contraria. I retroscenisti da strapazzo delle presunte pressioni di Juventus e Milan, per far rinviare le partite ieri in programma, portino fatti concreti o tacciano per sempre (se Dio volesse!). Chi pensa che le decisioni della Lega siano state prese per via dello stato di forma delle due squadre in questione, è un grande esponente del fantasy al limite della calunnia e dovrebbe pensare di intraprendere una carriera letteraria.

La dichiarazione di Fabio Liverani (“Ritorna il lato oscuro del calcio che abbiamo provato a ripulire”), alludendo alla Juventus ma senza farne il nome, è il gesto più codardo che si potesse fare in questo momento. Complimenti!

Per tutto il resto si può continuare a sbraitare senza capacità di discernimento come da standard abituali di questo meraviglioso paese.

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Coronavirus, i paradossi dello sport: dal metro di distanza negli spogliatoi agli annullamenti. E ora Juve-Milan aperta ai piemontesi

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