Dopo una settimana di caos, il governo ha cercato di mettere un po’ di ordine anche nello sport, uno dei settori più colpiti dall’emergenza coronavirus. Un avviso pubblicato sul sito sport.governo.it chiarisce che fino a domenica 8 marzo in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto e nelle province di Pesaro-Urbino e di Savona sarà consentito lo svolgimento delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina e delle sedute di allenamento degli atleti tesserati agonisti, solo all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse. In tutto il resto del Paese non ci sono restrizioni imposte dal governo. Fatta un po’ di chiarezza, resta però un paradosso: nelle stesse aree in cui si deve fare sport a porte chiuse, negli spogliatoi ogni atleta dovrà avere abbastanza spazio a disposizione per poter stare almeno a un metro di distanza dai suoi compagni, così da evitare il contagio. “Si raccomanda di adottare misure organizzative tali da garantire agli atleti la possibilità di rispettare, negli spogliatoi, la distanza tra loro di almeno un metro”, si legge in una nota.

Intanto, nel corso della prima settimana di emergenza sanitaria, quasi tutti gli sport hanno deciso per una sospensione dei campionati. Lo ha fatto il basket, lo ha fatto il volley. La stessa decisione è stata presa anche dalla Lega Pro per i gironi A e B di Serie C. In B si è deciso di andare avanti, optando per le porte chiuse nelle Regioni colpite dal contagio. Solo la Serie A ha optato per decisioni paradossali, tra dietrofront e contraddizioni. Eccole:

In Campania (13 contagiati) si gioca, in Piemonte (11 contagiati) no
Sabato 29 febbraio, poche ore dopo il dietrofront della Lega Calcio che in mattinata ha improvvisamente deciso di rinviare a data da destinarsi 5 partite di Serie A, il ministero della Salute ha diffuso il numero delle persone positive al coronavirus nelle Regioni italiane. In Campania, dove alle ore 20.45 dello stesso giorno Napoli-Torino si è giocata regolarmente, c’erano 13 persone contagiate. In Piemonte, dove invece il big match Juventus-Inter è stato rinviato e comunque si sarebbe dovuto giocare a porte chiuse, i positivi erano 11.

La Serie B a porte chiuse, la Serie A si rinvia
In Serie B la decisione di giocare a porte chiuse nel fine settimane del 29 febbraio/1 marzo viene confermata: le tre partite in programma in Veneto (Venezia-Cosenza, Cittadella-Cremonese e Chievo-Livorno) vengono tutte disputate senza spettatori. In Serie A invece si decide di rinviare ben 6 match: oltre alla sfida scudetto Juve-Inter, che sarebbe stata trasmessa in mondovisione in un Allianz Stadium deserto, vengono posticipate anche Milan-Genoa, Parma-Spal, Sampdoria-Verona, Sassuolo-Brescia e Udinese-Fiorentina. Intanto la Serie B ha deciso già le porte chiuse anche per una gara della prossima giornata: Cremonese-Empoli.

I bergamaschi possono andare a Lecce, i bolognesi a Roma
In Lombardia non si gioca, ma i bergamaschi possono andare a Lecce. Anche in Emilia-Romagna è tutto fermo, ma i bolognesi possono entrare all’Olimpico per la gara contro la Lazio. Per Lecce-Atalanta, giocata domenica primo marzo alle 15, nessuna restrizione: nonostante Bergamo sia una delle province più colpite, i tifosi della Dea possono andare in Puglia. Prima di entrare in tribuna un termoscanner ha controllato la loro temperatura corporea. In Emilia-Romagna sabato c’erano più di 200 casi di positività, ma i tifosi del Bologna hanno assistito senza restrizioni (e senza controlli) alla gara giocata alle 15 all’Olimpico e persa 2-0 contro la Lazio.

Mercoledì a Torino si gioca, ma solo con i piemontesi in tribuna
Dopo lo stop forzato in Serie A, mercoledì Juventus e Milan torneranno in campo come se nulla fosse per il ritorno della semifinale di Coppa Italia. Tre giorni dopo l’annullamento del big match scudetto, l’Allianz Stadium sarà nuovamente aperto e sicuro. Anche lo stadio sarà riservato solamente ai tifosi piemontesi: gara vietata ai residenti di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. A Napoli invece, per quanto si sa finora, la partita giovedì si dovrebbe giocare regolarmente: i milanesi non possono andare allo stadio a San Siro, ma possono assiepare gli spalti al San Paolo.

San Siro: domenica no, giovedì sì, domenica no
A Milano l’emergenza ha portato già domenica 23 febbraio al rinvio di Inter-Sampdoria, gara valida per la 25esima giornata di Serie A. Passano quattro giorni e giovedì si decide di giocare a porte chiuse: a San Siro l’Inter scende in campo per il ritorno di Europa League contro il Ludogorets in uno stadio vuoto, compresa la tribuna stampa. Appena tre giorni dopo un nuovo contrordine: Milan-Genoa rinviata, a porte chiuse non si può giocare.

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