Guardate questa immagine e pensate che la prima a sinistra ha la data del 20 gennaio e la seconda del 25 febbraio e sono relative all’inquinamento dell’aria di Wuhan. Nel mezzo ci sono state le misure di contenimento con la quarantena di milioni di persone. C’è, se così possiamo dire, anche un impatto positivo dell’epidemia di Sars Cov2.

Le immagini satellitari dei satelliti di Nasa ed Esa hanno mostrato un enorme declino dei livelli di inquinamento sulla Cina, dovuto “in parte” al rallentamento economico provocato dal coronavirus. Le mappe pubblicate sul sito dell’agenzia spaziale statunitense mostrano che i livelli di biossido di azoto sono calati dall’inizio dell’anno a causa dello stop o comunque del calo di attività nelle fabbriche cinesi deciso dai produttori. La Cina ha registrato circa 80mila casi di contagiati dall’inizio dell’epidemia che si è diffusa in più di 50 Paesi, anche se la maggior parte dei decessi e delle infezioni è stata registrata in Cina, dove il virus si è generato lo scorso anno.

Gli scienziati della Nasa sostengono che la riduzione dei livelli di biossido di azoto – un gas nocivo emesso dai veicoli a motore e dalle strutture industriali – è stata inizialmente evidente vicino alla fonte dell’epidemia, nella città di Wuhan, ma poi si è diffusa in tutto il Paese. La Nasa ha paragonato i primi due mesi del 2019 con lo stesso periodo di quest’anno.

L’agenzia spaziale ha osservato che il calo dei livelli di inquinamento atmosferico ha coinciso con le restrizioni imposte ai trasporti e alle attività commerciali e che milioni di persone sono entrate in quarantena. “Questa è la prima volta che vedo un calo così significativo su un’area così ampia per un evento specifico”, ha dichiarato Fei Liu, un ricercatore del Goddard Space Flight Center della Nasa. Un calo dei livelli di biossido di azoto era stato registrato durante la recessione economica nel 2008, ha aggiunto, ma ha affermato che la riduzione è stata più graduale.

Foto dal sito della Nasa

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