Nuova questione per Alitalia. La Commissione europea ha avviato un’indagine sull’ultimo prestito ponte da 400 milioni di euro erogato alla compagnia, per verificare se si tratti di aiuti di Stato. L’Antitrust europeo ha fatto partire l’inchiesta dopo aver ricevuto una serie di denunce secondo cui il prestito è illegale. È ancora in corso “separatamente” la prima indagine sul vecchio prestito da 900 milioni, aperta ad aprile 2018. Nel frattempo è atteso a breve il bando di gara per la vendita della società, messo a punto dal commissario Giuseppe Leogrande e dal direttore generale Gianfranco Zeni.

L’Italia e le altre parti interessate hanno ora la possibilità di presentare le loro osservazioni all’Antitrust sulla la nuova indagine. A fine 2019 le autorità italiane avevano annunciato che avrebbero concesso un nuovo prestito di 400 milioni di euro a favore di Alitalia “al fine di facilitare la razionalizzazione della compagnia nel tentativo di cederne le attività”, ha ricordato la Commissione. Il decreto legge che ha autorizzato il prestito è stato approvato dal governo italiano nel dicembre 2019 e convertito in legge dal Parlamento italiano nel gennaio 2020. Il decreto ha disposto anche che la procedura che consente la cessione dei complessi aziendali di Alitalia debba essere eseguita entro il 31 maggio 2020.

E proprio nel fine settimana è atteso il bando di gara per la vendita della compagnia. “Verrà pubblicato nelle prossime ore, credo ci sia una interlocuzione aperta con diversi soggetti che si sono avvicinati in queste ore”, ha detto il ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli. “Confido in una soluzione positiva”, ha aggiunto, anche se l’emergenza coronavirus “incide fortemente sulla vendita dei biglietti” e “non agevola certamente il cammino del commissario Leogrande”. Il bando potrebbe prevedere la vendita tramite lo “spezzatino” dei tre asset (volo, manutenzione e handling) oppure attraverso un lotto unico. Il bando definirà anche la tempistica dell’iter per arrivare pronti al termine del 31 maggio. Il nuovo compratore di Alitalia non dovrà sobbarcarsi la restituzione degli 1,3 miliardi di prestito ponte, che rimarranno in carico alla bad company controllata dallo Stato.

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