Un viaggio nell’altra Roma con un video-reportage online da oggi sulla piattaforma di produzioni televisive Loft: le nostre telecamere mostreranno le periferie abbandonate come Casal Bruciato, al centro del circo mediatico solo nel momento del trasferimento di una famiglia rom assegnataria di un alloggio pubblico (maggio 2019), che ha lasciato poco dopo, per le condizioni avverse generate dai neofascisti. Un quartiere a est della Capitale, Casal Bruciato, completamente dimenticato: l’inverno per molti romani abitanti in quella periferia è trascorso “in case del patrimonio pubblico prive di riscaldamento”, dice l’avvocato Daniele Leppe, una vita in trincea per i diritti dei più deboli e indifesi, che ci accompagna tra quei palazzi. Perché come denuncia lo studente Lorenzo Mastro della Rete popolare “abbiamo vissuto sotto le amministrazioni di Roma Capitale da Veltroni a Rutelli, da Alemanno a Marino alla Raggi, a noi non ci ha mai aiutati nessuno”. L’altra Roma è solo una tappa di #Lazio, settima puntata della serie ‘Italia.doc’ (dopo #Sardegna, #Lombardia, #Toscana, #Liguria e #Calabria e #Campania) reportage realizzati da firme del Fatto con Loft Produzioni, e dal 26 febbraio disponibile in esclusiva su www.iloft.it e su app Loft.

Dalla Capitale alla Ciociaria: il reportage racconta il caso di Ceprano e dei rifiuti tossici interrati sotto una azienda, scoperti nel 2011, che ancora oggi terrorizzano gli abitanti, anche se – spiega l’assessore all’Ambiente, Elisa Guerriero – “non è possibile stabilire una connessione tra le morti avvenute e le cause ambientali. In una zona molto ristretta ci sono stati moltissimi casi; nelle mie conoscenze le persone che sono mancate per cause tumorali sono la maggior parte”.

C’è il Lazio ancora tra le macerie del terremoto, di sindaci che provano a invertire la tendenza “di un processo di ricostruzione che potrebbe essere talmente lungo da scoraggiare molta della popolazione a restare qui”, come teme Antonio Fontanella, sindaco di Amatrice. Territori fantasma, come Illica, frazione di Accumoli: gli allevatori vivono ancora nelle casette della Regione e provano a resistere nonostante “un tessuto sociale inconsistente – raccontano alla cooperativa Rinascita ’78 – mancano i clienti nei negozi, le persone che tornavano nel weekend, tutto questo è finito”. C’è il Lazio dei boss e dei clan “che la fanno da padrone sul Litorale da anni, da Ostia a Nettuno, con una buona dose di negazionismo tra istituzioni e media”, spiega Enzo Ciconte, docente di Storia delle mafie. E poi ci sono le storie di chi dal ciclone Mafia Capitale è stato colpito, come la cooperativa “aCapo” di Pomezia, ma poi riuscendo a rialzarsi e a ridare speranza ai lavoratori, molti dei quali disabili, che non hanno mai avuto nessuna colpa.

E c’è il Lazio della sanità, dove le attività ordinarie di ospedali come il San Filippo Neri di Roma diventano quasi atti eroici: le telecamere di Loft hanno ripreso, come fosse un reality, i medici impegnati in una notte in pronto soccorso.

Non può mancare uno sguardo alla “dolce vita”, raccontata da Erminia Ferrari, moglie per sempre di un mito della romanità: Nino Manfredi. Attraverso le sue parole, il reportage incontra anche altre leggende come Alberto Sordi, Aldo Fabrizi ed Ettore Scola.

Il doc #Lazio è stato realizzato da Giampiero Calapà e Matteo Billi con la collaborazione di Irene Tinero. Riprese di Ramchandra Pace, Stefano Dell’Aquila e Roberto Pierbattisti.

di Giampiero Calapà
(da Il Fatto Quotidiano del 25 febbraio 2020)

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