Da stasera i bar a Milano potranno tornare a stare aperti con servizio assistito al tavolo anche dopo le 18: la Regione Lombardia chiarisce alcuni punti dell’ordinanza che, a causa dell’emergenza coronavirus, aveva imposto la chiusura di tutti i bar a partire dalle 18 fino alle 6 del mattino. Per evitare assembramenti, il servizio bar dovrà essere gestito solo al tavolo dal personale e non direttamente al bancone e dovrà rispettare il numero massimo di coperti previsti.

“I bar e i pub che prevedono la somministrazione assistita di alimenti e bevande possono rimanere aperti come i ristoranti, a condizione che sia rispettato il vincolo del numero massimo di coperti previsto dall’esercizio”. chiarisce una nota sul sito della Regione. “L’obiettivo dell’ordinanza che regola le prescrizioni per il contenimento del Coronavirus nelle aree regionali classificate come ‘gialle’ (ovvero valide su tutto il territorio regionale ad eccezione della ‘zona rossa’) è quello di limitare le situazioni di affollamento di più persone in un unico luogo. L’amministrazione sulla base delle valutazioni di ogni specifica situazione può dettagliare ulteriormente l’ordinanza in coerenza con l’obiettivo della stessa”. L’ordinanza, spiegano, resta in vigore senza modifiche. Nei ristoranti -chiarisce la nota – può entrare un numero contingentato di persone. Lo stesso, dunque, vale anche per i bar dove ci sono posti a sedere contingentati e che effettuano servizio al tavolo e non al bancone”.

Possono tirare un sospiro di sollievo i gestori dei locali, che avevano inviato una lettera aperta al sindaco Giuseppe Sala: “Le chiediamo di rappresentarci in questa emergenza che in pochi giorni ha catapultato l’intero settore del commercio, dei bar, degli spettacoli e degli eventi culturali in un baratro”. Un appello comune, firmato da oltre 50 gestori di locali milanesi per chiedere al Governo di essere inclusi nelle misure economiche a sostegno dei settori colpiti “per evitare un disastro in termini di fallimenti, posti di lavoro e riduzione del Pil cittadino oltre che regionale”.

Dalla Santeria al Magnolia, dal Cinemino alla Cascina Cuccagna, i gestori spiegano al sindaco: “Non contestiamo le decisioni prese dalla Regione, non abbiamo le competenze per farlo, anche se non comprendiamo alcune esenzioni attuate, ma quello che chiediamo in maniera accorata – sottolineano – è di considerare insieme all’urgenza sanitaria anche l’emergenza economica e sociale”. Da qui la richiesta di “attivare immediatamente ammortizzatori sociali e provvedimenti per azzerare gli adempimenti fiscali nell’immediato. Le chiediamo di far presente a Regione Lombardia e al Ministro della Salute l’importanza di stabilire regole chiare e ponderate per tutti gli operatori senza discriminazioni in un settore articolato come il nostro”.

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