“I familiari di Imane Fadil vogliono la verità e vogliono sapere come mai non è stata salvata”. L’avvocato della famiglia Fadil Mirko Mazzoli ha presentato al Gip Alessandra Cecchelli l’istanza di opposizione all’archiviazione dell’indagine sulla modella, testimone del processo Ruby, morta lo scorso 1 marzo all’ospedale Humanitas dopo un mese di agonia. Per la procura si tratta di una morte per cause naturale, di diverso avviso invece la famiglia della vittima. I legali della famiglia, che lo scorso dicembre hanno presentato una consulenza tecnica, ritengono insufficienti gli elementi raccolti sia sulle cause del decesso – legata all’aplasia midollare – che su eventuali colpe mediche. “Vogliamo giustizia, le conclusioni della Procura non ci soddisfano – ha proseguito il legale – noi abbiamo dimostrato con la relazione tecnica del dottor Casale che se fosse stata tempestiva la diagnosi dell’evento che ha cagionato la morte, le cure sarebbero state efficaci all’80%. Noi crediamo che ci siano i presupposti perché l’indagine prosegua e che vengano accertate tutte le problematiche relative alle cure”.

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