Nel settembre del 2008 un commando inviato da Setola stermina sulla litoranea Domiziana di Castel Volturno un gruppo di sei immigrati africani, del tutto estranei alle faide criminali per il controllo delle attività illecite sul territorio. Catello Maresca, pm anticamorra impegnato in diverse operazioni antimafia, nel documentario, “Attacco al clan – caccia ai casalesi”, racconta il contesto che ha preceduto la strage. “Era ormai chiaro che l’obiettivo dei Setola erano gli immigrati”, spiega Maresca. Tra le testimonianze anche quella di Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia, tra primi ad arrivare sul posto.

Il documentario “Attacco al clan – caccia ai casalesi” è in prima assoluta sul Nove di Discovery giovedi 20 febbraio alle 21:25. La seconda puntata sarà trasmessa giovedì 27/02, sempre sul Nove. Tramite il racconto di Catello Maresca il documentario focalizza la narrazione su due momenti clou della lotta dello Stato contro il crimine. La prima operazione portò alla cattura di uno dei più pericolosi boss della camorra, Giuseppe Setola, originario di Casal di Principe, autore di decine di omicidi nel 2008, tra cui anche la strage degli immigrati a Castel Volturno. La seconda operazione, denominata Spartacus 3, e condotta principalmente a carico di membri del clan dei Casalesi, vide oltre 115 persone processate, fra cui il boss Francesco Schiavone, detto Sandokan.

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