Il gup del Tribunale di Bari ha rinviato a giudizio per concorso in bancarotta fraudolenta 16 ex manager e funzionari di Unicredit, tra i quali gli ex ad Federico Ghizzoni e Alessandro Profumo, imputati per il crac della società barese Divania. Sono accusati di aver ingannato il titolare dell’azienda, Francesco Saverio Parisi, inducendolo a sottoscrivere 203 contratti derivati che in pochi anni, secondo l’accusa, avrebbero portato la società al dissesto e al successivo fallimento. Il processo inizierà il 5 maggio.

Profumo ha guidato Unicredit dal 1998 al 2010, Ghizzoni tra 2010 e 2016. I fatti contestati risalgono al periodo tra il 2000 e il 2005. A Ghizzoni viene contestato di avere contribuito “a determinare l’insolvenza ed il conseguente fallimento di Divania perché, in qualità di ad, non adempiva alla diffida di restituzione della somma di 183,77 milioni sottratta dai conti correnti intestati a Divania inviata dal suo legale rappresentante Parisi in data 5 aprile 2011″.

Stando alle indagini, coordinate prima dall’ex pm di Bari Isabella Ginefra e poi dal pm Lanfranco Marazia, Unicredit dopo avere convinto Parisi a sottoscrivere i contratti derivati assicurandogli che si trattava di una operazione a costo zero avrebbe invece distratto gli oltre 183 milioni di euro dai conti della Divania, senza autorizzazione del correntista, per portare a temine l’operazione. Avrebbe così contribuito al fallimento dell’azienda di divani con sede nella zona industriale di Bari-Modugno, chiusa da allora con il conseguente licenziamento degli oltre 400 lavoratori.

Oltre a Profumo e Ghizzoni saranno processati Mario Aramini, ex direttore generale Unicredit, Alfredo Protino, ex responsabile direzione regionale Centro-sud Roma, Francesco Conteduca, ex direttore crediti Centro-sud, Giuseppe Cittadino, ex procuratore speciale per la stipula della convenzione dell’istituto, Luca Fornoni e Davide Mereghetti, ex responsabili unità organizzativa direzione finanza, Luigi Boccadoro, ex responsabile filiale di Bari, Giorgio Madonna, specialista prodotti derivati filiale di Bari, Francesco Antonio Ferrucci, ex responsabile filiale Bari, Flavio Carlo Maria Giannulo, Antonio De Santo, Valentino Fanelli e Pasquale Roberto Vinella, gestori Corporate; Mario Di Biase, ex gestore Corporate. Tutti (tranne Aramini e Cittadino) rispondono di diverse ipotesi di bancarotta. Aramini e Cittadino sono accusati di estorsione nei confronti di Parisi, in concorso con Boccadoro e Protino. Nell’udienza preliminare, celebrata dinanzi al gup del Tribunale di Bari Francesco Pellecchia, l’imprenditore Parisi, del tutto estraneo al fallimento, si è costituito parte civile insieme a un centinaio di ex suoi dipendenti

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