Nuovo passo falso per il ripristino dei fondi per i disabili gravi e gravissimi in Lombardia. Oggi era prevista una sessione specifica in Commissione Sanità regionale sul tema del finanziamento della Misura B1 per sostenere l’assistenza personale per migliaia di donne e uomini non autosufficienti. Ma l’assessore regionale alle Politiche sociali, abitative e disabilità non si è presentato e il dibattito è stato rinviato al 18 febbraio, provocando lo sconcerto e la rabbia di opposizione e associazioni. La discussione sulla B1 era posta all’odg. odierno ed era stata annunciata la settimana scorsa dallo stesso assessore leghista Stefano Bolognini sia in Consiglio che in occasione del doppio incontro con diversi esponenti delle organizzazioni locali delle persone con disabilità. Come mai Bolognini non si è presentato? Lo ha spiegato l’assessore con una nota pubblicata nel pomeriggio su Lombardia News: “Non c’è nessuna volontà di scappare o perdere tempo. La delibera relativa ai contributi per l’assistenza ai disabili gravi e gravissimi andrà in Commissione Sanità martedì 18 mattina e successivamente sottoposta all’approvazione della Giunta” risponde Bolognini. “Poiché le risorse del fondo sanitario regionale sono state liberate in queste ore, abbiamo preferito rimandare a martedì prossimo la Commissione per dare un quadro certo alle famiglie, che aspettano e devono ottenere, giustamente, notizie chiare e definite. Lasciamo all’opposizione le polemiche di essenza puramente politica, che dovrebbero essere risparmiate per temi delicati come questo”.

Il consigliere Pd Gian Antonio Girelli, che aveva fatto approvare una mozione bipartisan dal Consiglio regionale per il ripristino totale dei fondi antecedenti al taglio votato il 23 dicembre 2019, commenta il rinvio a ilfattoquotidiano.it: “La mancanza dell’assessore in Commissione Sanità è particolarmente grave. Perché disattende l’impegno preso dallo stesso Bolognini nei confronti del Consiglio Regionale e delle famiglie coinvolte dal provvedimento”. Cosa chiedete alla maggioranza del governatore lombardo Attilio Fontana? “Ricordiamo che la Giunta non può disattendere una mozione approvata dal Consiglio che chiede di ripristinare i criteri precedenti. Così come in tempi certi, deve presentare la bozza di delibera tesa a sanare le storture introdotte dal provvedimento del 23 dicembre scorso. Saremo vigili e attenti perché venga rispettato il volere del Consiglio, ma ancor di più il diritto di tante famiglie di veder accolte le loro legittime istanze. Si tratta di civiltà istituzionale, non di scelte discrezionali”. Nella nota Bolognini precisa che “dopo aver incontrato e raccolto le istanze delle associazioni abbiamo individuato, in collaborazione con l’assessorato al Welfare, ulteriori 12 milioni di euro che ci permetteranno di garantire il contributo fisso di 600 euro, come l’anno scorso, e di implementarlo ulteriormente, anche attraverso voucher sanitari, fino ad arrivare a un importo massimo, in determinate situazioni, di 1.700 euro, con un incremento di ulteriori 100 euro rispetto al passato”.

Ancora una volta non viene però specificato se il contributo minimo di 600 euro è destinato – come l’anno scorso – solo a quei minori che frequentano la scuola o è valido anche per coloro che in precedenza ricevevano come quota minima 900 euro. Inoltre sarà da chiarire nei dettagli chi potrà usufruire di un importo superiore ai 1.500 euro, visto che al momento i beneficiari della misura B1 che percepiscono tale cifra sono pochissimi. Infine da delineare se l’importo del contributo mensile sarà erogato in base all’ISEE oppure no. Per capire tutte queste cose bisognerà attendere ancora una settimana almeno e l’ansia delle famiglie con un disabile gravissimo a carico aumenta.

La scelta del dibattito era maturata martedì 4 febbraio in una seduta del Consiglio, in quella occasione era stato raggiunto un accordo mediato tra la maggioranza e l’opposizione con la promessa da parte dell’assessore della Lega di presentarsi il 12 febbraio davanti alla Commissione. In quell’occasione il Pd aveva ritirato le proprie mozioni perché “ci era stato garantito chiaramente che oggi ci sarebbe stato un dibattito costruttivo e nel rispetto delle istanze presentate anche dalle associazioni”, sostiene ancora Girelli.

Tra gli invitati c’era anche Fortunato Nicoletti che stamattina si è recato per assistere alla sessione della Commissione ma ha scoperto solo in quel momento che Bolognini non ci sarebbe stato. “Mi sento preso in giro” dice il presidente del Comitato famiglie disabili lombarde. Nicoletti aveva partecipato ad un incontro con alcuni dirigenti dell’assessorato venerdì 7 febbraio, in cui gli era stato garantito che Bolognini sarebbe intervenuto oggi per discutere della B1. “Stamane è andata in scena l’ultima atto di una rappresentazione teatrale assimilabile alla classica farsa. Dopo che nei tavoli con le associazioni e col Comitato, l’assessore aveva invitato tutti alla Commissione di oggi per presentare le proposte per la nuova delibera da approvare entro fine mese”. Come vi è stata comunicato il rinvio? “Ufficialmente la sua assenza è stata segnalata ai consiglieri con un comunicato interno alle 9.30 circa, quindi ad un’ora dall’inizio della sessione e soprattutto senza preoccuparsi di avvisare per tempo le associazioni da lui invitate, che per presenziare stamane hanno magari fatto i salti mortali, continuando a dimostrare poca sensibilità verso le famiglie”. Cosa chiedete? “Non entriamo nel merito delle motivazioni per le quali ci sia stato questo rinvio, possibile che riguardino la mancanza di un accordo politico tra le forze di maggioranza, piuttosto che una richiesta o un reperimento di fondi da altri assessorati (come infatti ha confermato lo stesso Bolognini nella nota, ndr) ma alle famiglie poco interessano le beghe politiche” risponde Nicoletti. Quali saranno le vostre prossime azioni? “Il Comitato famiglie disabili lombarde dopo questo ennesimo rinvio, mantiene una posizione estremamente critica verso la generale gestione della situazione, aspettando il 18 febbraio come ultima possibilità. Ci riserviamo ogni tipo di azione se la nuova delibera non sarà concretamente e completamente rispondente alle esigenze delle nostre famiglie” conclude.

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