“L’Anpi Lecce dev’essere chiusa al più presto, perché rappresenta un pericolo per la democrazia“. È bufera sulle parole del sindaco di Nardò, in provincia di Lecce, Pippi Mellone. Durante la Giornata del ricordo per le vittime delle foibe, il primo cittadino ha ricordato gli italiani uccisi in un lungo post su Facebook: “Chi, ancora oggi, rifiuta di riconoscere le dimensioni di questa tragedia e reclama l’oblio per le vittime dei comunisti titini deve solo vergognarsi”. Poi l’affondo, esplicito, verso l’associazione di ex-partigiani: “Mi riferisco in particolare all’anonima Anpi Lecce, una sigla dietro la quale si nascondono uomini e donne fuori dal tempo e dalla civiltà”.

Il caso è stato riportato da Repubblica. Mellone è noto per la sua provenienza da ambienti di estrema destra come Casapound. Due anni fa decise di ricordare con il saluto fascista Sergio Ramelli, giovane di estrema destra ucciso nel 1975. Nel post di lunedì ricorda la vicenda di Norma Cossetto, studentessa italiana uccisa da partigiani jugoslavi nel 1943. “Onore all’Italia, onore a chi è morto nel nome della bandiera, onore a chi è stato ucciso solo perché italiano, onore a tutte le vittime dell’odio”, conclude il post, scatenando le reazioni della sinistra: “Pensavamo di aver letto male – scrive in un post sempre su Facebook Sinistra Italiana Salento – e invece il sindaco di Nardò Pippi Mellone ha scritto che l’Anpi Lecce deve essere chiusa perché rappresenta un pericolo per la democrazia. Una frase inqualificabile, contro la nostra storia antifascista, contro un’associazione libera ed essenziale alla nostra democrazia. Solidarietà ai cittadini di Nardò, all’Anpi, al Salento che non si lega né si piega al revisionismo storico”.

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