“Un passo indietro lo fai tu”. È il motto gridato a Sanremo durante il flash mob delle femministe di Non una di meno. Il gruppo ha riadattato la performance creata dal collettivo cileno “Las Tesis” che in pochi mesi ha fatto il giro del mondo, “Un violador en tu camino”, in chiave sanremese, ballando e cantando contro la narrazione tossica dei media e la violenza sulle donne. “Sanremo 2020”, si legge nella nota del collettivo, “è stata presentata come l’edizione delle donne, salvo sottolineare e ribadire che il valore delle donne sta nella bellezza e nella capacità di stare un passo indietro agli uomini”. Il riferimento è una delle frasi più contestate del conduttore Amadeus quando, durante la conferenza stampa di inizio Festival, ha presentato Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi, elogiandone la “capacità di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro”. Alle critiche Amadeus rispose dicendo di “essere stato frainteso”.

Questa edizione del Festival, continuano le femministe nella nota, “ha ospitato il potente monologo di Rula Jebreal, ma anche cantanti che hanno usato l’apologia della violenza sulle donne per vendere i loro dischi. Queste contraddizioni dimostrano come nella struttura sessista della società si siano aperte delle crepe attraverso le quali può passare una differente rappresentazione della violenza, del rapporto tra i generi, un differente linguaggio”. “È la lotta, che determina la presa di coscienza, che rende possibili al Festival le parole di Rula come l’esibizione gender-fluid di Achille Lauro. La lotta, che spesso non garba ai media, e che determina la rivoluzione della mentalità collettiva e realizza cambiamenti concreti”, spiegano.

Per questo hanno portato il flash mob “El violador eres tu” “al Festival del passo indietro rivolgendoci anche a tutte le musiciste, cantanti, giornaliste, lavoratrici dello spettacolo, artiste che sanno quanto il settore del mondo dello spettacolo sia un percorso in salita, tra molestie, ricatti, bassi redditi e fatica ad affermarsi. Per questo non vogliamo che nessuna faccia passi indietro, ma solo passi in avanti e al ritmo di un grido globale che arrivi fino allo sciopero di marzo”. In mattinata un gruppo di attivistedi Non una di meno ha manifestato davanti alla stazione centrale di Milano per lanciare lo sciopero globale femminista dell’8 e 9 marzo che sarà incentrato sui problemi della parità salariale tra uomo e donna, sul welfare inclusivo e universale, ma anche sui fondi per i Centri Anti Violenza e sui consultori laici.

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