Durissimo scontro a “L’aria che tira” (La7) tra il deputato di Italia Viva, Luciano Nobili, e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive.
Nodo focale del dibattito è il Jobs Act, di cui Nobili tesse le lodi.
De Palma commenta: “La realtà è diversa dall’immaginazione”.
Ma viene interrotto immediatamente dal parlamentare renziano, che lo incalza chiedendogli: “I dati che ho detto sono giusti o sbagliati? I dati contano?”.

De Palma risponde che non vuole fare polemica, ma Nobili rincara: “Qui diciamo che abbiamo avuto a volte una cattiva politica, a volte una cattiva impresa. Ma la verità è che abbiamo anche avuto un cattivo sindacato in Italia“.
Con quelli che ragionano come lei è sicuramente cattivissimo, glielo assicuro – ribatte il dirigente sindacale – Voi ve la raccontate, ma poi ai cancelli e dentro gli stabilimenti a metterci la faccia coi lavoratori siamo noi sindacalisti. E mentre voi siete chiusi nel palazzo, noi siamo a fare le assemblee”.

Scoppia la bagarre e Nobili accusa: “Se i lavoratori non siedono nei cda delle aziende, come avviene in Germania, è perché i sindacati sono sempre stati contrari a questa legge“.
“Questo non c’entra un cazzo – insorge De Palma – perché in Italia non c’è una legge in merito. Ma non si possono dire simile stupidaggini”.
“I sindacati hanno sempre avversato questa legge”, ribadisce Nobili.
“Ma, scusi, avete fatto il Jobs Act contro i sindacati e non riuscite a fare una legge per la partecipazione dei lavoratori nei cda?“, controbatte De Palma.
“Voi siete l’unico sindacato che si dispiace quando le misure funzionano”, replica il deputato.

Nel finale il segretario di Fiom-Cgil spiega: “Jobs Act o meno, il vero problema è che per tanto tempo in Italia si è ragionato nella convinzione che, facendo interventi sul mercato del lavoro, si risolveva il problema dell’occupazione. Abbiamo sempre provato a dire che era un errore. Infatti, per esempio, oggi i contratti a tempo indeterminato che sono aumentati in molte aziende metalmeccaniche sono contratti in staff leasing, cioè contratti somministrati da agenzie per il lavoro a un’impresa. E sono peggiorate le condizioni generali del lavoro, perché ci sono due regimi contrattuali diversi“.

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