La vittoria di Stefano Bonaccini è arrivata non solo grazie alla conferma dei voti del centrosinistra, ma anche per il sostegno di ex astenuti e M5s. Quindi il presidente uscente è riuscito ad allargare il suo campo, mentre la leghista Lucia Borgonzoni non è andata oltre il centrodestra e ha perso un po’ in astenuti e un po’ in M5s. E’ questa l’analisi dei flussi di voto alle Regionali dell’Emilia-Romagna di Swg. Matteo Salvini invece ha “mantenuto il voto delle Europee”, ma perso in astensione. I dem, proprio come il loro candidato, sono riusciti ad andare oltre il proprio elettorato: hanno infatti, spiega ancora l’istituto, “consolidato il risultato e recuperato da astenuti, pentastellati e dal fronte avverso”. Per i 5 stelle infine “la frana non si ferma”, tanto che l’elettorato si è spaccato in 5 pezzi: hanno scelto Pd, Lega, altri partiti di centrosinistra o centrodestra e astensione. Diversa l’analisi per la Calabria: la vincitrice Jole Santelli ha conquistato voti da astenuti ed ex M5s, oltre agli elettori del centrodestra. Mentre lo sfidante del centrosinistra Pippo Callipo non è mai entrato in partita anche perché non è stato capace di recuperare dall’astensione e “piaceva poco” agli ex M5s. Qui i grillini hanno scelto in massa l’astensione, ma da segnalare che un quinto ha votato per il centrodestra.

Emilia-Romagna
Secondo l’analisi Swg, confrontando questa tornata con le scorse Europee, viene evidenziato come il 51,4 per cento ottenuto da Stefano Bonaccini arrivi per la maggior parte da elettori che avevano già votato il centrosinistra (65%). Ma non solo. Una quota consistente deriva poi da persone che non avevano votato alle scorse Europee (17,7 per cento) o aveva votato il M5s (9%). Da segnalare anche un 6,1 per cento degli elettori che aveva votato partiti del centrodestra e un 2,2% che aveva votato altri partiti. Quindi il candidato del centrosinistra ha convinto al di fuori del suo elettorato storico. La stessa cosa non è riuscita a fare Lucia Borgonzoni: sempre confrontando i flussi di voto con le precedenti Europee (43,6 per cento di ieri contro il 44,3% di maggio scorso) si nota come il 78,4% ha confermato il voto. L’elettorato del centrodestra è stato fedele alla sua candidata, anche se c’è ben il 7,1% che ha scelto un’altra candidata. Non ci sono altri flussi in entrata. Anzi il 12,5 per cento degli elettori Fi, Lega, Fdi hanno deciso di non votare.

Se si passa all’analisi del comportamento dei partiti, si nota come la Lega ha mantenuto il voto delle Europee. Il 68,4 per cento ha confermato il suo voto. Ben il 15,5% ha scelto però l’astensione, mentre un 8,1 per cento che ha deciso di passare a Fratelli d’Italia e un 4% altri partiti a destra. C’è pure un 4% che ha deciso di votare Pd o la lista Bonaccini, segno che una parte dell’elettorato moderato di destra non ha apprezzato l’evoluzione della coalizione di centrodestra. Anche per il Pd c’è la conferma del 69,7% dell’elettorato del centrosinistra. Ma in più: ha guadagnato il 12,9% dei voti dall’astensione, riuscendo a far tornare alle urne disillusi o gente che nell’ultima tornata aveva deciso di non andare a votar; il 6,7% da chi aveva votato M5s; il 3,9% da chi aveva votato partiti del centrodestra. E infine addirittura quasi il 7 per cento di chi aveva sostenuto altri partiti.

Infine se si guarda la situazione dei 5 stelle, continua l’analisi Swg, si vede come la situazione è molto simile a quella di uno “sbriciolamento” dell’elettorato. Alle Europee avevano preso il 12,9%, già in forte calo rispetto alle Politiche, mentre ieri si sono fermati come lista al 4,7 per cento. Di questi il 28,1% ha riconfermato il voto al M5s. Il 27,1% ha deciso di non votare. Cifre consistenti hanno votato Pd (16,9%) o altri partiti di centrosinistra (16,8%). Più lieve l’emorragia a destra: l’8,2% ha votato Lega e l’1,9 altri partiti di centrodestra.

Facendo infine l’analisi in termini assoluti dei voti, vediamo che il Pd (749.569mila) ha recuperato voti rispetto alle Europee (703.131) e alle Politiche (668.837). La Lega (690.556) ha guadagnato rispetto alle Politiche (486.997), ma perso rispetto alle Europee (759.948). Infine i 5 stelle (102.533) hanno perso l’80 per cento dei voti rispetto alle Politiche (689.204) e un po’ meno in confronto alle Europee (290.019).

Per quanto riguarda il confronto tra le ultime tre competizioni Regionali, sempre guardando i voti in termini assoluti, si vede come il candidato del centrosinistra (1.195.610) ha confermato i voti del 2010 (1.197.789) e recuperato rispetto al 2014 (615.723). Miglior risultato di sempre invece per il candidato del centrodestra (1.014.401) che nel 2014 prese solo 374.736 voti (l’affluenza ricordiamolo non superò il 37%) e 844.915 nel 2010. Per il candidato dei 5 stelle (80.808) i voti sono meno del 2014 (167.022) e del 2010, quando debuttarono alla competizione regionale (161.056).

Calabria
In Calabria la partita di fatto non c’è mai stata. La candidata del centrodestra Jole Santelli ha vinto con il 55,4% dei consensi, superando di 25 punti l’avversario. I sostegni sono arrivati per il 58,9 per cento da chi aveva già votati per partiti a destra alle scorse Europee. Ma soprattutto la berlusconiana è riuscita a recuperare dall’astensione (29,8%) e dagli ex M5s (10.3%). Durissima la sconfitta per l’avversario del centrosinistra Pippo Callipo: una delle ragioni è stato il non essere riuscito a convincere in massa i 5 stelle (solo il 9,5% di ex elettori grillini lo ha sostenuto). Per il resto è stato sostenuto da chi aveva già votato per il centrosinssitra (37,1%), dall’astensione (44,2%). E in piccola parte da chi aveva sostenuto il centrodestra (5,9%) o altri partiti (3,3%).

Per quanto riguarda i partiti, la Lega ha ceduto parte dei consensi agli altri alleati della coalizione arrivando al 12,3 per cento. Dal 22,6% ottenuto alle Europee di maggio scorso infatti, solo il 30,4% ha confermato il voto al Carroccio. L’emorragia (24,3%) è stata verso Fdi, Fi, Lista Santelli. Ma soprattutto il 38,9 per cento non ha votato. A cui aggiungere un 6,4 per cento che ha votato a sinistra. Il Pd invece, pur avendo perso le elezioni, è rimasto primo partito con il 15,2 per cento dei consensi. Questo è successo grazie al 40,2 per cento che ha confermato il sostegno rispetto alle Europee. In generale però si è registrato un calo di voti rispetto a maggio scorso: il 32 per cento non ha votato, il 18,3% ha scelto un altro candidato del centrosinistra e il 6,5% ha scelto altri partiti. Infine, i 5 stelle sono in fuga verso “l’astensione”: rispetto al 26,7 per cento delle Europee solo il 16,9 per cento ha confermato il voto. Il 43,3 per cento non ha votato; il 21,5 ha votato partiti di centrodestra e il 10,5 partiti di centrosinistra. infine il 7,8 per cento ha votato altri partiti.

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