“È un’occasione unica, se non vinciamo adesso, non vinceremo mai più”. La signora Anna è una delle prime ad arrivare in piazza del Popolo a Ravenna per accaparrarsi un posto in prima fila al comizio finale del centrodestra. Ha sempre votato a sinistra, ma nelle ultime tornate elettorali ha iniziato a scegliere la Lega “perché Salvini fa quello che la sinistra prometteva”. Mentre la piazza inizia a riempirsi compaiono anche le bandiere e i simpatizzanti di Fratelli d’Italia e di Forza Italia. Si sopportano poco fra di loro, ma qui in Emilia la partita che si sta giocando è troppo importante. Le invidie e gli screzi diventano così acqua passata. Ma in piazza è la Lega a fare da padrona, dal servizio d’ordine alla playlist musicale. “I leghisti vogliono sempre primeggiare” racconta una pensionata da sempre fedele a Berlusconi mentre accanto a lei un elettore leghista commenta: “Il vento è cambiato grazie alla Lega, Silvio dovrebbe stare in panchina”. Il fondatore di Forza Italia sale sul palco insieme a Matteo Salvini e Giorgia Meloni per l’inno nazionale che apre ufficialmente il comizio. “Se vinciamo in Emilia-Romagna, lunedì andiamo a citofonare a Conte per chiedergli se sta facendo gli scatoloni” attacca la Meloni dal palco così come Salvini che si sbilancia: “Se tutti daremo un contributo, Lucia non vince, stravince”. L’ombra del voto disgiunto non sembra preoccupare i sostenitori della Borgonzoni, ma c’è chi ammette che “se queste elezioni non avessero assunto un significato politico nazionale e non solo regionale, probabilmente avrei votato diversamente perché pur essendo un simpatizzante di destra questa regione è stata governata bene dalla sinistra”

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