I due (presunti) assassini, i loro “fornitori” di droga, la fidanzata e l’amico della vittima. La Procura di Roma ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per le sei persone coinvolte, a vario titolo, nell’omicidio di Luca Sacchi, il 24enne personal trainer ucciso nella notte tra il 23 e il 24 ottobre davanti a un pub nel quartiere Appio Latino di Roma, sugli sviluppi di una rapina. La prima udienza è stata già fissata per il 31 marzo. Alla sbarra ci saranno i 21enni romani Valerio Del Grosso (reo confesso), che ha materialmente sparato al giovane, e Paolo Pirino, il sodale con il quale è stata messa a segno la rapina ai danni di Sacchi e dei suoi amici e che nelle ore successive lo avrebbe aiutato a nascondere l’arma del delitto. Con loro Marcello De Propris, accusato di concorso in omicidio per aver fornito l’arma a Del Grosso ed essere stato a conoscenza dei piani dei due giovani pusher.

Anastasia e Princi alla sbarra con i loro aggressori – Il gip ha inserito nello stesso dibattimento anche Anastasia Kylemnyk, la 25enne fidanzata di Sacchi, e Giovanni Princi, amico d’infanzia del personal trainer, accusati di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Secondo le indagini portate avanti dal pm Nadia Plastina e dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, Anastasia e Giovanni avevano messo in piedi l’acquisto di ben 15 kg di hashish da Del Grosso e Pirino, salvo poi subire la rapina – terminata nel sangue probabilmente per la reazione imprevista di Sacchi – dai due giovani di San Basilio, i quali si sarebbero poi appropriati dei 70mila euro e dati alla fuga. Il contante – ma i soldi non sono mai stati trovati – per i pm era contenuto nello zainetto che aveva con sé la babysitter ucraina. Il sesto imputato è Armando De Propris, padre di Marcello, nella cui abitazione è stato ritrovato dello stupefacente. Al momento Princi si trova in carcere, a causa di un precedente specifico, mentre Anastasia, incensurata, è destinataria di obbligo di firma. Saranno i loro avvocati, nelle prossime ore, a decidere se passare al rito abbreviato o se affrontare il processo così come disposto: in entrambi i casi è facoltà del giudice chiedere lo stralcio dei procedimenti.

I pm contestano la premeditazione a Del Grosso e Pirino – Rispetto alle accuse formulate in sede di ordinanza di custodia cautelare, la novità è rappresentata dall’aggravante della premeditazione, contestata dai pm ai due presunti assassini. Erano “entrambi armati, il primo di un revolver calibro 38 fornitogli da Marcello De Propris e Pirino di una mazza da baseball”, si legge nel dispositivo. I due, come riportato nel capo di imputazione, si sono avvicinati “alla vittima e alla sua fidanzata Anastasia che aveva uno zaino rosa contenente la somma di 70mila euro. Pirino colpisce la ragazza intimandole di consegnare lo zaino e successivamente tenta di colpire Sacchi, che si proteggeva con il braccio riportando due grosse ecchimosi, mentre Del Grosso, alla resistenza dei due fidanzati, ha esploso un colpo di arma da fuoco a distanza ravvicinata in direzione del capo di Luca cagionandogli gravissime lesioni, a causa delle quali il giovane è deceduto a distanza di poche ore”.

La posizione di Anastasia e Giovanni – Per quanto riguarda l’inchiesta sugli “amici” di Sacchi, i pm ritengono che Anastasia fosse una sorta di tramite, “un corriere incensurato da utilizzare per far arrivare la droga altrove. Forse assoldata da Giovanni Princi, “inserito stabilmente in contesti criminali”, che si era già giocato il “jolly” dell’arresto e non poteva più rischiare in prima persona. “Da dove venisse il denaro, se raccolto dai giovani o proveniente da un finanziatore che li aveva assoldati (come più probabile), non si può affermare con certezza”, ha scritto il pm nella richiesta di misure cautelari trasmessa al gip. Di Princi, in particolare, viene notata “la sicurezza e professionalità con cui ha portato avanti la trattativa con soggetti appartenenti ad un diverso contesto spaziale e criminale (quello di San Basilio)”. Per quanto riguarda Anastasia, invece, secondo i pm “ha preso parte attiva alle fasi finali della trattativa portando con sé lo zaino con i 70mila euro destinati alla parte venditrice”. Non è oggetto dell’indagine, invece, stabilire se Luca Sacchi sapesse o in qualche modo avesse partecipato o avallato l’operazione messa in atto dall’amico di scuola rincontrato di recente e dalla fidanzata. Sono stati comunque disposti accertamenti sul conto corrente del giovane personal trainer, i cui risultati non sono stati ancora comunicati.

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