Il neonazista Stephan Ernst, principale accusato della morte del politico Cdu Walter Lübcke, era un sostenitore attivo del partito di destra Alternative für Deutschland (Afd). Lübcke, presidente del distretto governativo di Kassel, uno dei tre del Land dell’Assia, è stato ucciso nella notte tra il 2 e il 3 giugno a “distanza ravvicinata” da un’arma di piccolo calibro nella sua casa in Assia, a Wolfhagen. Fino a settembre del 2019, la sezione locale Afd negava la benché minima vicinanza o contiguità di Ernst al partito, al quale però non era iscritto. Ma a evidenziare i suoi legami con l’organizzazione di estrema destra è Bild, che cita diversi elementi: la partecipazione all’attività di propaganda elettorale nelle elezioni del Land del 2018, la presenza a diversi incontri del partito nell’Assia del Nord, una donazione all’Afd e l’aver preso parte a una manifestazione dell’Afd a Chemnitz sempre nel 2018, anno delle marce razziste nella città della Sassonia. Ernst ha inoltre contribuito nel 2018 ad attaccare i manifesti elettorali del partito di destra e ha festeggiato ad un party post-elettorale, secondo quanto confermano politici locali dell’Afd.

Chi era Lübcke – Aveva 65 anni e il 21 maggio scorso aveva celebrato un decennio di servizio come presidente del distretto governativo di Kassel, uno dei tre distretti del Land dell’Assia. Prima, dal 1999 al 2009, aveva seduto nel parlamento dell’Assia sempre per il partito cristiano-democratico di Angela Merkel. Il Land è governato oggi dalla Cdu in alleanza con i Verdi, dopo che alle ultime elezioni l’ultradestra di Alternative fuer Deutschland aveva ottenuto 19 seggi su 137. Durante la crisi dei migranti, nel 2015, il politico della Cdu si era fatto molti nemici tra le fila del movimento Pegida in particolare quando, in occasione di una manifestazione cittadina in cui si discuteva dei centri di prima accoglienza per migranti in Assia, aveva detto a proposito del valore dell’aiuto nel momento del bisogno: “Chi non condivide questi valori può lasciare questo paese in ogni momento, se non è d’accordo. Questa è la libertà di ogni tedesco”.

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