Ospite di “Otto e mezzo” (La7), la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese spiega le modifiche ai decreti sicurezza promesse entro gennaio: multe più basse per le Ong, da 10 a 50mila euro, e ampliamento delle categorie dei permessi umanitari.
E spiega: “Vanno ampliate per evitare quanto stava per succedere a dicembre, e cioè chi era senza permesso umanitario, in base al decreto, veniva buttato per strada. Per i decreti sicurezza, oltre a quello che è stato segnalato dalla presidenza della Repubblica, intendiamo fare un discorso più complessivo. Ricordo che noi eravamo l’unico Paese che era al 28% come permessi umanitari. Gli altri Paesi erano al 3-4%. Aver davvero limitato al massimo questa forma di protezione, secondo me, non va bene“.

La ministra si definisce preoccupata per la condizione instabile della Libia e conferma il timore di nuovi “consistenti” flussi migratori: “Tutti i Paesi sono interessati. Dobbiamo operare per via politica, perché anche in Europa ci siano incontri. In questo senso, la Conferenza di Berlino può fare tanto“.

Lamorgese, infine, spiega il suo commento alle critiche continue di Salvini al suo operato di ministra dell’Interno: “Ho detto che mi dispiaceva essere diventata la sua ossessione. Credo che sia una forma di eleganza istituzionale non parlare mai del proprio predecessore. Di solito, è sempre stato così. Ma in quell’occasione mi venne proprio spontaneo dire quella frase, visto che ogni giorno ce n’era una. E allora dissi: ‘Basta’”.
“E andrà ancora avanti così finché sarà ministra dell’Interno”, commenta la conduttrice Lilli Gruber.
“Ce ne faremo una ragione”, risponde sorridendo Lamorgese.

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