“Tutte le opzioni restano sul tavolo”. Perché l’Iran è una “minaccia” e i suoi comportamenti sono stati “tollerati per troppo tempo”. E ora “questo tempo è finito”. Donald Trump parla per la prima volta dopo l’attacco alle basi americane in Iraq, obiettivo di 22 missili lanciati da Teheran la scorsa notte. Un raid nel quale, annuncia, “nessun americano è stato ucciso o ferito” e “ci sono stati solo danni minimi” ai compound.

Il discorso del presidente degli Usa è un mix di nuovi affondi – che però lasciano presagire un possibile arresto delle operazioni militari – e parole distensive verso il “grande popolo” iraniano e dicendo che gli Stati Uniti sono “pronti ad abbracciare la pace” e rivolgendosi ai cittadini iraniani ha aggiunto: “Vogliamo che abbiate il futuro che meritate”. Ma nei confronti della Repubblica degli ayatollah il tycoon usa parole di fuoco: “Deve abbandonare le sue ambizioni nucleari e finire di sostenere il terrorismo”, dice l’inquilino della Casa Bianca annunciando “ulteriori sanzioni punitive al regime” che “resteranno in vigore fino a quando non cambieranno il loro comportamento”. Modus operandi “tollerati per troppo tempo – ha specificato – Questo tempo è finito”.

Trump è quindi tornato sulla figura di Qassem Soleimani, il comandante delle forze Quds la cui uccisione ha dato il via all’escalation di tensione: “Era un terrorista senza scrupoli che minacciava gli americani – ha detto il presidente degli Stati Uniti – È stato responsabile di alcune delle atrocità più terribili: addestrava terroristi, alimentava guerre civili nella regione, ha ferito e ucciso centinaia di americani”. E ha motivato così la sua uccisione: “Stava orchestrando nuovi attacchi” nei confronti di obiettivi statunitensi. “Avrebbe dovuto essere ucciso molto tempo fa”, ha aggiunto ancora il tycoon.

Non è mancato nel suo intervento dalla Casa Bianca una frecciata all’amministrazione Obama: “I missili lanciati (la scorsa notte, ndr) sono stati finanziati dall’ultima amministrazione”, ha detto criticando così l’intesa sul nucleare raggiunto dal suo predecessore. E sempre riguardo all’atomica ha chiamato a raccolta Germania, Regno Unito, Russia e Cina che “devono abbandonare quel che resta dell’accordo” con Teheran e “dobbiamo costruirne insieme uno nuovo”. Il presidente ha anche chiesto alla Nato un “maggior coinvolgimento” nelle dinamiche del Medio Oriente, richiamando così sia l’Alleanza Atlantica che singoli Paesi ad aumentare la propria pressione sull’Iran.

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