Ieri sono andato a vedere l’ultimo film di Ken Loach, Sorry we missed you. Forse si può tradurre anche così: “Ci spiace, non ci siamo incrociati”. Oppure: “Spiacenti, non vi abbiamo visto”. Ma io lo tradurrei cosi: “Spiacenti, vi abbiamo perduto”. Un titolo pieno di molti significati. Spiacenti, abbiamo perduto tutto, anche noi stessi.

È un film che non avrà il successo dei film americani, quelli di fantascienza, ma che dovrebbe restare nella storia del cinema come un capolavoro, sempre che il futuro riservi qualche posto alle cose intelligenti e importanti di questa epoca di transizione verso la guerra mondiale. Ci riguarda da vicino, sebbene sia stato girato in Gran Bretagna. È già la nostra vita.

In sala (pienissima per la verità) c’era un pubblico di cinquantenni e oltre. Neanche un giovane. C’erano quelli che vengono da un passato di diritti e di relativa libertà e benessere. Quelli che hanno saputo risparmiare, e hanno potuto farlo. Ma anche quelli i cui redditi si vanno velocemente contraendo. Non c’erano quelli che vivranno pienamente da schiavi. Questi ultimi stavano davanti ai loro cellulari a chattare. Una signora, probabilmente dell’est Europa, è stata l’unica a gridare, disperata, quasi piangente: “Ci hanno già portato via tutti i nostri diritti, la nostra vita!”.

Nessuno ha fiatato. Qualche applauso sporadico. Tutti fuori, in silenzio, tutti ben vestiti.

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