“Il mio account è stato chiuso. Saluti a tutti”. È l’ultimo tweet di Emanuele Castrucci, l’ex professore di filosofia del diritto dell’Università di Siena, in pensione da ieri, autore di alcuni tweet inneggianti a Hitler. Il docente è sotto inchiesta disciplinare da parte dell’ateneo; inoltre è indagato dalla Procura senese per il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, aggravata da negazionismo. Il profilo in realtà è ancora in funzione: è possibile interagire con i suoi tweet, seguire l’account e commentare.

Il profilo è sotto sequestro per decisione del tribunale del Riesame, che ha dato ragione al ricorso della procura di Siena dopo che il gip, invece, aveva respinto una richiesta di sequestro dello spazio social del docente. Inoltre il riesame ha disposto che l’inchiesta venga trasferita da Siena a La Spezia, dove è residente il professor Castrucci. Il docente universitario, la cui posizione resta al vaglio del consiglio di disciplina dell’ateneo senese, dall’1 gennaio 2020 è in pensione. Sotto l’ultimo post, in cui annunciava la chiusura dell’account, molti utenti esprimono solidarietà e gli chiedono: “Ma chiuso sua sponte o dall’autorità giudiziaria?” e il professore risponde: “Autorità”.

Il caso era iniziato alla fine di novembre, quando Castrucci aveva postato su Twitter la foto di Adolf Hitler e del suo cane, in cui il professor Emanuele Castrucci dava voce al Führer,scrivendo nella didascalia: “Vi hanno detto che sono stato un mostro per non farvi sapere che ho combattuto contro i veri mostri che oggi vi governano dominando il mondo”. Subito era arrivata la reazione dell’Università di Siena: il rettore Francesco Frati aveva presentato un esposto in Procura, appellandosi alla legge Fiano che prevede il reato di negazionismo di genocidi e crimini di guerra. Poi erano arrivati altri due esposti da parte della comunità ebraica di Firenze e Siena e della Regione Toscana.

Il 1 gennaio Castrucci ha pubblicato quattro tweet per spiegare la sua posizione: “Non sono nazista e nemmeno filonazista. Se mi sono occupato dell’argomento è perché, da filosofo della storia, riconosco che 75 anni fa si è verificato uno snodo definitivo riguardo all’interpretazione della storia mondiale e alla comprensione del destino di una civiltà”. Poi definisce le sue idee “non conformi al mainstream storiografico” e dipinge se stesso come il “capro espiatorio in una vergognosa campagna denigratoria”. Infine scrive: “Sono stato azzannato da una muta sbavante di cani” che agiscono “in base a un riflesso pavloviano: nazismo? orrore!”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Milano, vigili del fuoco aggrediti a bottigliate in via Gola: le immagini nella notte di Capodanno

next
Articolo Successivo

Napoli, papà dà pistola ai figli e li fa sparare dal balcone di casa: il video in diretta su Facebook

next