Difende la sua azienda e l’associazione Rousseau, ma anche il rapporto con Beppe Grillo e i parlamentari M5s. E soprattutto respinge tutte le accuse di conflitto di interessi. Davide Casaleggio, dopo settimane di silenzio, ha deciso di isolare dieci delle contestazioni che gli sono state fatte e replicare punto per punto con un lungo post su Facebook. In particolare sono due le questioni che ha affrontato: la vicenda dei soldi versati dall’armatore e patron della Moby Vincenzo Onorato alla società che gestisce il blog di Beppe Grillo e alla Casaleggio associati; lo stralcio del piano Innovazione dal decreto Milleproroghe dopo che in coda è stato trovato il suo nome tra i ringraziamenti. Per prima cosa l’imprenditore ha definito “falso”, il fatto che “la Casaleggio Associati sia una società di lobbying” e “falso che la Casaleggio Associati sia in conflitto di interessi”. Quindi, nel merito, ha detto: “E’ falso che Moby è stata favorita dal Movimento 5 stelle nella sua attività parlamentare e governativa grazie a Casaleggio Associati”. Ed è pure “falso che Casaleggio scrive il piano dell’innovazione“. E ha dichiarato: “Se può servire a parlare di innovazione in Italia si tolga pure il mio nome dal documento”. Per quanto riguarda l’attività dell’azienda e i legami con il Movimento, proprio nelle ore in cui si è riaperta la polemica dei mancati rimborsi degli eletti M5s, “è falso che la Casaleggio Associati guadagna di più con il Movimento in Parlamento e al governo“. E pure, scrive, “è falso che riceve soldi dai parlamentari”.

Casaelggio ha detto di non aver voluto parlare fino a questo momento per la delicatezza della situazione. E ha chiuso dicendo di essere pronto ad azioni legali. “Ho letto molte cose completamente inventate e altre verosimili, ma appositamente incomplete. Ho preferito non alimentare le polveri in un momento delicato come la legge di bilancio”. Ma, “ora che la questione è chiusa credo tuttavia opportuno chiarire alcuni punti, per evitare che alla prossima occasione si torni a diffondere notizie prive di fondamento”. E ha aggiunto: “Per difendersi da numerosi attacchi, Casaleggio Associati si è tutelata più volte per vie legali. Dunque al termine delle cause si appurerà se i tanti declamati scoop sono stati tali o solo bufale per ingannare le persone”. Segue la lista di dieci punti con le sue conseguenti smentite.

La natura della Casaleggio associati e il ruolo di Davide Casaleggio – Al primo punto si legge: “Casaleggio Associati guadagna di più con il Movimento in Parlamento e al Governo”. Falso sostiene Casaleggio: “Casaleggio Associati produceva più utili prima della nascita del Movimento. I fatti sono testardi e si possono verificare sui bilanci pubblici. 2.7 milioni di euro di fatturato e 617 mila euro di utile nel 2007 prima del MoVimento, lo scorso anno invece 2 milioni di fatturato e 181 mila euro di utile”. Secondo punto: “Davide Casaleggio assiste il Movimento per soldi”. Anche questo falso secondo il fondatore dell’associazione Rousseau: “Seppur presente sui giornali neanche fosse una multinazionale, Casaleggio Associati rimane una PMI i cui utili corrispondono a meno di un qualunque stipendio di una nomina governativa di cui se ne vedono a centinaia in questi mesi. Se fossi stato interessato ai soli soldi avrei forse potuto aspirare a una nomina da qualche centinaia di migliaia di euro di solo stipendio. Per le attività di Rousseau e per il Movimento non sono mai stato retribuito, se non dalla soddisfazione di aver contribuito ai risultati ottenuti”.

Terzo: “Casaleggio Associati è una società di lobbying”. “Il lavoro di Casaleggio Associati, fin dalla sua nascita, nel 2004 è legato allo studio e la consulenza sull’utilizzo delle tecnologie innovative per le imprese. Casaleggio Associati non ha mai fatto attività di lobbying, né attualmente lavora in ambito politico. Gli unici ‘esempi’ trovati (che non erano nemmeno esempi) dai detrattori, in realtà non sono mai stati clienti di Casaleggio Associati“. L’imprenditore respinge anche il quarto punto: “I nomi dei clienti di una società privata devono essere pubblici”: “Per permettere ai clienti di comunicare in autonomia i loro successi ed evitare attacchi per meri obiettivi politici, Casaleggio Associati lascia che siano i clienti stessi – se lo vogliono – a comunicare il lavoro svolto per loro. Moby ha deciso di farlo e siamo lieti di aver iniziato a lavorare per loro con un primo contratto legato all’e-commerce giá nel 2011”.

Il caso Onorato – Al quinto punto Casaleggio affronta la questione Moby. E smentisce come falso il fatto che “Moby sia stata favorita dal Movimento 5 stelle nella sua attività parlamentare e governativa grazie a Casaleggio Associati”. Il riferimento è appunto alle somme versate da Vincenzo Onorato alla Casaleggio associati e alla società che gestisce il blog di Beppe Grillo, movimento finito al centro di una segnalazione all’Antiriciclaggio. Con la prima ha siglato un accordo nel 2018 che prevedeva la “stesura di un piano strategico e la gestione di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli stakeholder” versando 600mila euro; con l’altra ha stipulato un contratto di partnership da 120mila euro per il 2018\2019 per inserire “messaggi pubblicitari e contenuti redazionali”. Proprio il patron della Moby, nelle scorse settimane, era stato tra gli imprenditori perquisiti dalla procura di Firenze per le indagini sui versamenti alla fondazione Open. “Nessun parlamentare o persona con incarichi governativi ha mai ricevuto pressioni di alcun tipo a favore di Moby (o per qualunque altro cliente di Casaleggio Associati) da parte mia o della mia azienda e qualunque parlamentare che si sia occupato di trasporti lo può confermare. Tanto che in realtà per ciò che riguarda i suoi rapporti con lo Stato e con il governo era spesso sotto attacco e non mi risulta alcun vantaggio ‘politico’ ricevuto dall’azienda di traghetti”.

Le accuse di conflitto di interessi – Al sesto punto si legge: “La Casaleggio Associati è in conflitto di interessi”. Anche qui, il figlio del cofondatore del Movimento e presidente dell’associazione Rousseau ha ribadito la sua posizione: “Il cosiddetto conflitti di interessi si manifesta quando una persona ha potere di firma su due lati dello stesso tavolo di contrattazione. Non sono parlamentare né ho incarichi di governo, non voto e non firmo leggi. Eppure da anni prosegue la litania del conflitto di interessi, con teorie al limite dell’assurdo, in cui viene continuamente messa in discussione la mia integrità e quella di Casaleggio Associati”. Quindi ha rivolto la stessa accusa fatta nei suoi confronti agli altri parlamentari: “Sarebbe interessante sapere se i parlamentari che oggi si riempiono la bocca con attacchi nei miei confronti abbiano società di proprietà o quote in diverse di esse per le quali abbiano presentato direttamente in qualità di parlamentari, qui sì con potere di firma, delle leggi o emendamenti che abbiano avuto impatto sulle loro aziende. Mi risulta che 120 parlamentari abbiano una quota di un’azienda“.

Il rapporto tra Grillo e Casaleggio – Nella lunga lista di contestazioni fatte all’azienda e all’imprenditore, Davide Casaleggio ha deciso anche di affrontare la questione del rapporto con il fondatore del Movimento Beppe Grillo. Più volte infatti si è parlato di tensioni e raffreddamenti tra i due, tanto da ipotizzare difficoltà di intesa nella gestione del Movimento. Al settimo punto si legge appunto: “Grillo e Casaleggio in conflitto tra loro”. Anche questo, scrive, “è falso”. “Certa stampa mi vorrebbe in conflitto perenne con Beppe arrivando ad inventarsi situazioni e virgolettati mai detti. Mentre i virgolettati purtroppo sono difficili da smentire anche se chiaramente falsi, le ambientazioni sono piè facili”. E in particolare ha attaccato il Il Corriere della Sera: “E’ riuscito ad inventare di sana pianta un mio incontro con Beppe e l’avvocato Ciannavei presso il suo albergo corredato di dettagli e virgolettati su quanto detto. Peccato che non sia così e chiunque mi abbia visto al Campidoglio all’ora indicata dal Corriere lo potrà confermare”.

Il caso del piano Innovazione – In coda Casaleggio affronta il caso del piano stralciato dal Milleproroghe proprio perché figurava in coda il nome di Davide Casaleggio. Al punto 8, si legge: “Casaleggio scrive il piano dell’innovazione”. Falso anche questo, dice l’imprenditore. “Quando si parla di problemi di occupazione in Italia, all’origine spesso c’è il fatto che il Paese non ha investito in modo strategico in innovazione. Mentre lo hanno fatto gli Stati e le aziende all’estero che oggi si prendono il mercato italiano. Vedere ridurre la discussione sul Piano Innovazione italiano al fatto che dovesse o meno avere il mio nome tra i ringraziamenti è veramente avvilente. Sono contento di aver messo a disposizione gratuitamente tutti gli studi che ho pubblicato in questi anni e spero siano serviti nell’elaborazione della strategia. Se può servire a parlare di innovazione in Italia si tolga pure il mio nome dai ringraziamenti di quel documento. Ma se non si riesce neanche a parlare del merito di quella strategia, non lamentiamoci quando l’ennesima società italiana chiuderà per non aver investito per tempo o non aver avuto le infrastrutture statali necessarie”.

Le associazioni con Cambridge Analytica – Al nono punto si legge: “Casaleggio come Cambridge Analytica”. Un riferimento all’uso dei dati provenienti da alcune attività del blog del fondatore M5s: “Tra le varie storie di questi giorni si è anche parlato di un’applicazione realizzata sei anni fa (6!) da parte di Casaleggio Associati quando ancora gestiva il blog di Beppe Grillo. L’applicazione era stata realizzata secondo i principi di legge e secondo le indicazioni di Facebook, come migliaia di applicazioni analoghe, e i dati sono stati utilizzati esclusivamente per le funzioni pubbliche a tutti e poi cancellati. Chiunque abbia scritto il contrario é già stato invitato in tribunale per diffamazione”.

I soldi dei parlamentari M5s – La lista si chiude con il tema dei soldi versati dagli eletti M5s. “Casaleggio Associati riceve soldi dai parlamentari”, è l’affermazione falsa secondo Davide Casaleggio. I parlamentari infatti versano, o devono versare, 300 euro mensili, ma all’associazione Rousseau, l’organo che gestisce la partecipazione in rete del Movimento. “Casaleggio Associati non gestisce in alcun modo soldi dei parlamentari o del Movimento 5 stelle”, scrive Davide Casaleggio. “Nonostante decine di smentite, ancora oggi testate a livello nazionale continuano a diffondere questa informazione completamente falsa. Non c’è alcuna questione di ‘opacità’ o ‘ruoli poco chiari’, è solo una bufala. Chi ha insistito su questo punto in passato, ha già perso in tribunale”.

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