L’ideologia dominante – intesa come coscienza di classe delle élites, ma anche come prodotto consapevole dei principali think tank su scala mondiale – ha fondato la propria egemonia degli ultimi quarant’anni sulla base di narrative, retoriche e pratiche politiche (impropriamente definite “neo-liberali”) che si sono autoproclamate indiscutibili (Tina, There is no alternative), così da veicolare interpretazioni e produrre soggettività funzionali alla riproduzione del dominio.

La pervasività dilagante di questa ideologia è anche il prodotto della capacità dei dominanti di rovesciare – nel linguaggio e nella azione pratica – le istanze “critiche” e sussumerle in una doxa che in forme sempre più sofisticate riesce a farsi incorporare dalle più diverse soggettività, in questo modo sempre più assoggettate, anche tra coloro che subiscono le conseguenze più drammatiche del dominio.

Ciò non significa che le posture critiche e le pratiche concrete di resistenza siano state totalmente annichilite, ma certamente sono state assai indebolite, frammentate e marginalizzate: una desertificazione che si è manifestata in modo drammatico anche nella formazione accademica che teoricamente dovrebbe perseguire, all’opposto, la messa in discussione di tutto ciò che è dato per scontato.

Negli anni più recenti, però, il sempre più esplicito carattere irrazionale e distruttivo (di vite umane, ecosistemi ed equilibri climatici) del modo di produzione capitalistico ha prodotto un rinnovato proliferare di istanze “critiche” anche all’interno dell’Università, istanze che spesso – consapevolmente o meno – sembrano nei fatti finire per lubrificare ulteriormente gli ingranaggi dello sfruttamento e dell’assoggettamento.

Il corso di perfezionamento in Teoria critica, diretto da Gabriella Paolucci (coadiuvata da Paolo Barrucci, Gianluca Bonaiuti e Silvia Rodeschini), si propone l’obiettivo di contribuire a demistificare le ideologie e le pratiche del dominio, così come le pseudo-critiche a esso funzionali; di dare un segnale, soprattutto ai più giovani – ma non solo – asfissiati come sono dall’imposizione di saperi che legittimano uno status quo per la critica del quale non hanno a disposizione armi all’altezza della situazione.

A tutti coloro che sono convinti che la critica sia la condizione di possibilità per la comprensione e la trasformazione del tempo presente, il corso offre uno spazio per lo studio, la ricerca e il dibattito intorno al pensiero critico, in cui confluiscono approcci, metodi e pratiche scientifiche che analizzano la società capitalistica contemporanea con l’intento di porne in questione le forme di vita e di potere che essa istituisce, nonché le condizioni della loro produzione e riproduzione.

Rifiutando la separatezza e la iperdifferenziazione dei campi della conoscenza, canonizzate e imposte dall’accademia, nel corso si attraversano e si smontano i confini dei saperi, con l’intento di dar vita a pratiche e esperienze che facciano coesistere e intrecciare fra loro differenti tradizioni di pensiero, geografie e temporalità, al fine di ricondurre l’analisi dei diversi fenomeni in una visione organica sulla totalità.

Dopo il successo incontrato dalla prima edizione, il corso in Teoria critica 2020 esplorerà durante il prossimo anno (7 febbraio-16 ottobre) una varietà di temi e problemi ancora più ampia. Accanto alla lettura dei classici del pensiero critico (Marx, gli autori della Scuola di Francoforte, Reich, Fanon, Foucault, Bourdieu), all’illustrazione delle più recenti acquisizioni delle neuroscienze e alla disamina delle figure della credenza, negli incontri seminariali sono affrontati alcuni dei temi centrali del mondo contemporaneo: i caratteri del “neoliberismo” e della crisi capitalistica, la crescita delle disuguaglianze sociali, le trasformazioni del lavoro, le migrazioni internazionali, la forma della città, le politiche securitarie, le teorie queer, i dilemmi della democrazia, il rapporto tra soggetto e ordine storico.

Il corso stesso, insomma, è pensato per essere una profonda esperienza critica. Le iscrizioni sono aperte fino al 15 gennaio 2020. Per ulteriori informazioni consiglio di vedere il sito: www.teoriacritica.unifi.it.

Che c'è di Bello - Una guida sulle esperienze più interessanti, i trend da seguire e gli eventi da non perdere.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Milano, sul naviglio della Martesana c’è chi allevia lo stress metropolitano col Tai Chi

next
Articolo Successivo

Fare meno figli ha un effetto positivo (anche se c’è chi se ne lagna)

next