Paghi due, prendi uno: e l’altro rimane “in sospeso”. Panettoni, cene, gelati e visite mediche. Sta diventando sempre più comune la beneficenza che lascia in dono a uno sconosciuto un acquisto già pagato alla cassa, con l’obiettivo di sviluppare un senso di comunità attorno ai più bisogni più comuni. Questa solidarietà “sospesa” è la declinazione della tradizione del caffè sospeso napoletano: quando un cliente ordina ‘o cafè suspiso, una persona bisognosa che entra nel bar dopo di lui può riceverlo come se gli fosse stato offerto.

Napoli chiama MilanoNapoli, la capitale della pizza. Anche sospesa, come quella di “Concettina ai tre santi”: solo nella pizzeria storica di Rione Sanità ne sono state raccolte quasi 500 quest’anno. Caffè e pizza a Napoli, panettone a Milano: i simboli culinari sono diventati veicolo di beneficenza. Il 2018 è stato l’anno della sperimentazione del “Panettone sospeso”, prima della creazione dell’Associazione Panettone Sospeso ETS. Dal 7 al 22 dicembre con l’acquisto di un prodotto in una delle undici pasticcerie aderenti «si potrà lasciare un panettone da un chilo in dono agli ospiti della Casa dell’Accoglienza Jannacci, una delle più grandi d’Europa», spiega Gloria Ceresa, tra le ideatrici del progetto. «Vorremmo arrivare a “quota 500” chili: così, almeno nel giorno di Natale, aiuteremo tante persone in difficoltà a sentirsi meno sole». E il Comune di Milano ha subito patrocinato l’iniziativa: «Mi ha fatto sorridere il post su Instagram del sindaco Beppe Sala. Ma nel suo gesto ho visto la vera essenza del Panettone Sospeso», conclude Ceresa.

Oltre un panettone, il carrello – Con il panettone a Milano è arrivato anche il “Carrello Sospeso”, presentato dalla Caritas Ambrosiana nel maggio 2019. Con una donazione libera i cittadini hanno riempito un carrello virtuale, che Coop Lombardia ha trasformato in un carrello materiale. È stato così sostenuto l’Emporio della Solidarietà, un minimarket dove circa 200 famiglie possono comprare generi di prima necessità tramite una tessera a punti. «Una soluzione più dignitosa per chi riceve un aiuto. Supera il concetto di pacco viveri chiuso, che spesso non corrisponde alle reali esigenze di una famiglia», ha spiegato il direttore della Caritas, Luciano Gualzetti. Una spesa digitale di 20 euro, per esempio, ha riempito gli scaffali dell’Emporio con tre pacchi di pasta e una di riso, due confezioni di salsa, due bottiglie di latte, una di olio e 5 scatole di cibo confezionato. Il valore di questo supermercato? Quasi 70mila euro per i più bisognosi, secondo i dati della Caritas.

Tradizione consolidata – Questo tipo di solidarietà è diventato da qualche anno il fiore all’occhiello della beneficenza milanese. Tutto è iniziato nel 2015 con la “Cena Sospesa”, 4 mila buoni pasto dal valore di 10 euro ciascuno raccolti con le offerte dei clienti di 23 ristoranti convenzionati. Seguono poi i cenoni di Natale allestiti secondo lo stesso principio. Fino ai risotti (più di 25 chili cucinati nel Refettorio Ambrosiano in occasione della Milano Food Week 2019) e ai piatti sospesi (dal 2 al 15 dicembre a Milano, ma anche a Torino, Roma e Napoli): grazie al food delivery di Just Eat, si può aggiungere un pasto solidale al proprio ordine e donarlo in beneficenza. Non solo, ogni piatto sospeso viene moltiplicato in base al numero di follower del cliente che condivide la foto su Instagram.

Bimbi da aiutare – Quando si parla di solidarietà spesso ci si dimentica i bisogni dei più piccoli. Il Comune di Napoli ha organizzato la quarta edizione del “Giocattolo sospeso”, a cui hanno già aderito più di 10 negozi e librerie. Un giocattolo, al prezzo di due: ma con lo sguardo rivolto ai genitori di famiglie con difficoltà economiche, che possono così assicurare ai propri figli un dono natalizio. Un gesto di beneficenza che ha la sua forza nei numeri: più di 2000 giocattoli raccolti nel solo mese di dicembre degli ultimi tre anni.

C’è poi l’Associazione Salvamamme che, pensando ai disagi più estremi, organizza ogni estate il “Gelato Sospeso”: si può lasciare il corrispettivo in denaro di un cono e lo scontrino viene emesso alla consegna del gelato alla famiglia. Un progetto, giunto nel 2019 alla quinta edizione, che è stato accolto da 433 gelaterie in 409 città italiane e che in 4 anni ha già portato 150 mila sorrisi.

Far parlare la solidarietà – Una delle sfide maggiori è far conoscere ai cittadini queste iniziative. Ecco perché nascono campagne di sponsorizzazione come “Milove”, tre giorni dedicati allo shopping solidale, organizzato dall’associazione Medici in Famiglia a Milano. Lo scopo? Raccogliere fondi (153 mila euro dai circa 2000 partecipanti) per la “Visita Sospesa”, il progetto del Centro medico polispecialistico che nel 2018 ha disposto 3.221 visite gratuite, tra cure mediche, esami diagnostici, riabilitazione e supporto psicoterapeutico: «Il nostro è un obiettivo morale e sociale, perché con l’aiuto dei cittadini possiamo donare una visita specialistica a chi non ce la farebbe da solo», dice il presidente Paolo Colonna. Attraverso “Milove” migliaia di potenziali benefattori hanno potuto conoscere l’attività di Medici in Famiglia e contribuire ad aumentare il budget del 2019 per garantire più di 5 mila visite.

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