Salari bassi, meno tutele sindacali, il ricorso al subappalto. Per questo la Geofor, la società pubblica che si occupa della gestione dei rifiuti in provincia di Pisa, ha rifiutato l’offerta dell’unica azienda privata che si era presentata per il bando della raccolta dell’immondizia e ha assunto direttamente 178 lavoratori. Una decisione storica per il settore che potrebbe fare anche da esempio di scuola per la gestione del ciclo della spazzatura in tutta Italia. Il no del cda di Geofor è arrivato lunedì: una scelta che ha bloccato l’esternalizzazione della raccolta rifiuti, anche sulla scia di quasi due settimane di scioperi e generali disservizi in tutta la zona.

La decisione è storica e potrebbe diventare un esempio in grado di fare scuola nella gestione e della raccolta dei rifiuti di tutta Italia. L’ultima offerta di un’impresa che aveva risposto al bando è stata definita non congrua perché “presentava un forte ribasso della base d’asta (il 5,57%)” e poi “annunciava il ricorso al subappalto ancorché vietata dal bando”. Non solo: l’unica ditta interessata non avrebbe applicato il contratto nazionale per i lavoratori del settore ambientale ma il cosiddetto “Multiservizi” che prevede salari inferiori e meno tutele sindacali. La volontà dell’azienda era proprio quella di porre fine all’epoca di appalti e subappalti nel settore dell’igiene urbana della provincia di Pisa, soprattutto dopo che la gestione dei rifiuti fino a poco tempo fa era stata appaltata a tre ditte (Avr, Ati e Geeco). I sindaci della provincia di Pisa esultano, definendo la scelta di Geofor “coraggiosa” e in grado di fornire una parità di “trattamento dei lavoratori” e un “miglioramento nella qualità dei servizi”.

Il prossimo passo della Geofor sarà decidere le modalità con cui avverrà la selezione: se con un “concorsone” o con chiamate dirette dalle cooperative. L’obiettivo, oltre all’assunzione dei lavoratori, è anche quella di reperire sedi e circa 100 automezzi che serviranno a svolgere il servizio. Per adesso la svolta riguarderà Pisa e i Comuni vicini (Calci, Cascina, San Giuliano Terme, Vicopisano e Vecchiano) mentre a primavera, quando scadrà l’appalto anche nella zona della Valdera (l’area di Pontedera) affidato alla cooperativa Ati per un totale di 200 lavoratori, il servizio sarà esteso anche agli altri Comuni della provincia, da Bientina a Casciana Terme passando per Ponsacco, San Miniato e Santa Croce. Secondo l’azienda, l’internalizzazione del servizio non comporterà ulteriori costi di bilancio perché “erano già stati quotati nel capitolato di gara”.

La decisione del cda di Geogor è piaciuta molto ai sindaci e ai sindacati che temevano il mancato rispetto delle garanzie contrattuali dei lavoratori in caso di appalto a una società privata: “Esprimo il mio personale apprezzamento – ha scritto in una nota il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi – per la scelta coraggiosa di Geofor di procedere ad internalizzare i servizi ambientali non solo per l’area pisana ma anche per quella di Pontedera, della Valdera e del Valdarno”. L’obiettivo dei sindaci era quello di “migliorare la qualità del servizio” senza “che aumentassero i costi per i cittadini”. La stessa soddisfazione è stata espressa dai sindacati che hanno fatto presente come questo risultato – in grado di garantire “un contratto uguale per uguali mansioni, parità di salario a parità di lavoro, l’adeguatezza dei mezzi e degli ambienti di lavoro” – sia stato raggiunto dopo 13 scioperi e diversi presidi davanti a Geofor e a comune e provincia di Pisa. “E’ un salto di qualità importantissimo – ha dichiarato Cobas Pisa – che ci auguriamo sia propedeutico per affermare che la strada maestra è internalizzare gli appalti e i sub-appalti in qualsiasi settore”.

Twitter: @salvini_giacomo

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