Non prevede “nuove uscite” dalla maggioranza, ma avverte i tre senatori M5s che hanno aderito alla Lega: “Chi vuole scommettere su Salvini lo faccia pure ma dovrà aspettare alcuni anni”. Intervistato dal Corriere della Sera, il premier Giuseppe Conte non nasconde il disappunto per la decisione dei tre esponenti 5 stelle di passare con il Carroccio. “Chi lavora con noi ha possibilità di governare e contribuire a fare le riforme, dare il proprio apporto, chi sta con Salvini no”. Se nelle scorse ore Luigi Di Maio se l’è preso con “il mercato delle vacche” dei parlamentari che decidono di cambiare casacca, il segretario Pd Nicola Zingaretti ha voluto mandare un segnale al M5s: “Agli alleati diciamo che in noi troveranno sempre alleati aperti. Il Pd è una forza responsabile e seria che non urla, e credo sia apprezzato dalle persone. Ma la strada del governo va condivisa, come una cordata. A Conte l’onere di guidarla. Noi saremo i più leali ma agli alleati chiediamo la stessa lealtà, perché anche la pazienza ha il limite nella sopportazione”.

A questo proposito, il premier, sempre al Corriere della sera, ha parlato dell’ipotesi che si trovino altri parlamentari pronti a sostenere il governo in caso di nuove diserzioni: “Se c’è un gruppo di responsabili pronto a rafforzare il governo“, spiega, “non lo so e lo valuteremo. Io non voglio fare scenari futuri, se si dichiarano responsabili e si comportano come tali saranno i fatti a dimostrarlo, e poi faremo le nostre valutazioni, di sicuro non mi auguro altre frammentazioni della maggioranza”. Parlando invece con Avvenire, è entrato nel merito dei tre (Urraro, Grassi e Lucidi) che hanno lasciato il Movimento: “In questo momento ci sono singoli che hanno fatto una scelta. Non li giudico. Poi tra di loro c’ è un mio collega, Grassi… Beh, io ci ho lavorato con Salvini, gli auguro maggior fortuna. Quanto alla sensibilità istituzionale di Salvini mi sono già pronunciato a sufficienza“.

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