“Ai fomentatori d’odio diciamo: torneremo in piazza se questo clima d’odio non cambierà”. È questo il messaggio che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, lancia dal palco della marcia contro l’odio che si è svolta ieri sera nel capoluogo lombardo. Seicento sindaci da tutta Italia hanno marciato per la prima volta nella storia meneghina sotto la Galleria Vittorio Emanuele per stare accanto alla senatrice a vita Liliana Segre. Tra di loro c’erano anche alcuni sindaci leghisti come quello di Chiuduno, Stefano Locatelli, che riveste il ruolo di responsabile degli enti locali per il Carroccio: “Al di là delle strumentalizzazioni politiche siamo tutti contro l’odio, il razzismo e la violenza”.

Gli amministratori leghisti sono una piccola minoranza ma, secondo il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, “si dimostrano più illuminati del loro leader”. A metà della Galleria, tra ristoranti e boutique di lusso, si unisce al corteo anche Segre accolta da un’ovazione e da “Bella Ciao”. Tra quelli che non la cantano c’è il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano. Poche settimane fa la sua maggioranza ha respinto una mozione che proponeva l’assegnazione della cittadinanza onoraria a Segre: “Quella era una strumentalizzazione. Non bisogna metterci le bandierine di partito. Per questo siamo qua per rimarcare la vicinanza alla senatrice”. Le fasce tricolori arrivano in piazza della Scala dove da un palco la senatrice ringrazia tutti i partecipanti ricordando che “l’odio si combatte anche tenendo viva una memoria condivisa delle tragedie nate dalla predicazione dell’odio”. L’ultimo atto della serata è affidato al presidente dell’Anci, Antonio De Caro, che regala una fascia tricolore alla senatrice a vita e sulle note dell’inno d’Italia si conclude la manifestazione.

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