Era già successo. Non è la prima volta che accade e, purtroppo, non sarà l’ultima. Una madre anziana che prova a togliersi la vita ingerendo una massiccia dose di farmaci e dopo uccide la figlia disabile.

È terribile, è orribile, è incomprensibile a chi non vive la disabilità di un figlio gravissimo e vede il tempo passare inesorabile.
Nessuno potrà stare accanto ad un figlio disabile grave come un genitore. Nessuno potrà nemmeno lontanamente accudire un figlio disabile come una madre. Nessuno.

Questo la anziana mamma di Orbassano se lo sarà ripetuto un miliardo di volte da sola e con suo marito.
Anche quando, costretta dopo quarantaquattro anni di vita insieme, avevano deciso che una residenza protetta sarebbe stata la condizione migliore per la loro figlia.

La vita con un figlio disabile scorre su altri binari, riserva emozioni e delusioni incomparabili se paragonata a quella con un figlio cosiddetto normale.
Gli anni passano, diventa sempre più difficile prendere in braccio, lavare, imboccare un figlio disabile.
Gli anni passano e con loro si avvicina il pensiero più atroce per un genitore: senza di me che cosa farà mio figlio?

Sembra una follia il gesto della anziana mamma piemontese. Non lo è.
È un grido nel vuoto del nostra ignavia.
È un urlo che dovrebbe lacerare i nostri timpani e aiutarci a riconoscere le priorità.
Non è così.
Purtroppo.

P.s. allo stato attuale, il nostro Paese non ha una legge sui caregiver e il fondo della non autosufficienza è inferiore almeno di 7 volte (!) ai bisogni dei disabili gravissimi.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Yemen, i disabili sono i più vulnerabili. E non soltanto dal punto di vista fisico

next
Articolo Successivo

In Niger tornano i benefattori occidentali a imporre il loro controllo falsamente umanitario

next