Eh no, non è la Juve che si riprende la vetta del campionato, è la Lazio che all’Olimpico si propone in chiave scudetto. Sì, perché non solo la squadra di Inzaghi batte per 3 a 1 i bianconeri e si porta a meno cinque punti dal primo posto, ma fa vedere calcio, bel calcio. Questo nonostante Sarri sia la bestia nera di Inzaghi che non l’ha mai battuto e anzi, molte delle prestazioni più belle del toscano, in particolare ai tempi di Napoli, sono arrivate proprio a suon di goleade contro la Lazio di Simone Inzaghi. E nonostante Immobile sbagli il rigore e la successiva ribattuta che avrebbero portato sul momentaneo 3 a 1 i biancocelesti, chiudendo prima la partita. Finisce comunque 3 a 1, con la Lazio che si conferma la squadra più in forma del campionato: gli uomini di Inzaghi ne hanno vinte sette consecutive, nessuno ha fatto come Immobile e company nelle ultime 10 di campionato.

Eppure i bianconeri vanno in vantaggio con uno dei pochi sprazzi di Sarrismo: il fraseggio che porta il pallone tra i piedi di Bentancur a destra è bello, il passaggio dell’uruguaiano per Ronaldo di più. Il ritorno al gol del portoghese su azione pare un presagio di dominio juventino e della Serie A che torna a guida bianconera dopo lo stop dell’Inter di ieri sera. La Lazio di Inzaghi però pareggia presto, dopo aver reclamato per episodi dubbi in area: Luiz Felipe svetta in area indisturbato su un calcio d’angolo e regala il pareggio ai biancocelesti. Nel secondo tempo la Juve cala, parecchio, e la Lazio si prende il campo. Prima Cuadrado si fa espellere, via Var, dopo un fallo da ultimo uomo: poi il vantaggio arriva su un asse invidiato più dal Mensa che dalle grandi. Luis Alberto si inventa un bijoux per l’ex oggetto del desiderio Milinkovic Savic che lo scarta con altrettanta grazia e la butta in rete.

Avrebbe già l’occasione di raddoppiare e chiudere la partita all’80esimo, la Lazio, ma Immobile che si conquista il rigore spara sia il penalty sia la ribattuta addosso a Szczesny, prolungando le speranze bianconere. Gli uomini di Sarri si lanciano in avanti inutilmente e il 3 a 1 laziale arriva lo stesso, con Caicedo. È una vittoria importante quella della Lazio: relega la Juve a squadra da 1 solo punto in due gare, cosa quasi fantascientifica negli ultimi anni e soprattutto si accredita tra le grandi del campionato. Con Inzaghi in panchina i biancocelesti hanno fatto sempre stagioni più che dignitose e oltre i pronostici: questa è la Lazio più bella però, con una difesa solida, Savic ritrovato, Luis Alberto modello Harry Potter e i nuovi innesti Correa e Lazzari a dare ulteriore slancio e soprattutto, con un’idea di gioco definita, gli aquilotti sono un gran bel vedere. Da rivedere invece la Juve: il 4 3 1 2 continua a non convincere, senza Khedira men che meno. Ad oggi i bianconeri sono un ibrido: tra un “vorrei ma non posso essere sarrista” e un “vorrei essere ancora allegriana ma non lo sono più”. Serve un’identità, una delle due almeno.

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