E’ stato il principale sponsor del patto Pd-M5s per il governo, molto prima che Matteo Salvini abbattesse il Conte 1. E ora, da capodelegazione del Pd nell’esecutivo, non può negare il momento di smarrimento quasi totale all’interno della maggioranza che vive le sue ore più difficili dal giorno del giuramento, tre mesi fa. Non può negare l’evidenza, ma il ministro della Cultura Dario Franceschini dice che “bisogna insistere“. Durante la registrazione della puntata di Porta e Porta la chiama una “partita troppo delicata“: “A me Salvini preoccupa più ora di agosto – aggiunge – e noi di fronte a questo vogliamo far saltare tutto per la prescrizione o la plastic tax?”. Dunque insistere, rilanciare: “Nonostante le differenze, bisogna arrivare alla prospettiva di un’alleanza M5s-sinistra. Per fermare questa destra bisogna arrivarci, la partita è troppo delicata per fermarsi. Bisogna costruire questa prospettiva nel Paese, costruire un campo che eviti Salvini a Palazzo Chigi e abbia alla base dei principi etici e politici”. Una prospettiva con un orizzonte lungo, che ricorda molto da vicino la “traiettoria ampia” di cui ha parlato alcuni giorni il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Per Franceschini questa “traiettoria ampia” può passare dal sistema elettorale proporzionale sul quale la maggioranza si è accordata ieri per riformare il Rosatellum attualmente in vigore: “L’Italia può essere bipolare” lo stesso, secondo Franceschini. “Non credo ci debbano essere timori ad andare verso un sistema proporzionale che eviti che qualcuno diventi il padrone del Paese” sottolinea il ministro.

Secondo il ministro Franceschini, “nessuno pensava che” governare con il M5s da una parte e Italia Viva dall’altra” fosse facile, lo sapevamo, non c’è nessuna sorpresa”. I destinatari a cui parla sono chiari. A uno in particolare spiega: “Mi spiace per il M5s e soprattutto per Di Maio, che non ha capito che le indicazioni del suo popolo è quella di costruire una alleanza, ci hanno indicato la strada, con il pericolo che c’è di Salvini”. Le Sardine, per esempio, “sono elettori di Pd, M5s e anche moderati di centrodestra che non accettano la deriva di Salvini che si sono già riuniti un unico campo, indicano una strada. Più dei gruppi dirigenti dove è tutto un litigio. Di Maio non ha capito che l’indicazione del suo popolo è quella di costruire un’alleanza“. Quindi bisogna cambiare paradigma: “Il governo da avversari non può funzionare mai, bisogna essere alleati o almeno avere l’obiettivo di esserlo e questo governo è nato con questa aspettativa, negarlo lo indebolisce”.

Nel frattempo disinnesca qualche spoletta nel campo apparentemente sempre più minato del percorso del Conte 2: “Nel Pd siamo semplicemente convinti che questa prospettiva di governo debba andare avanti. Poi c’è una soglia davanti a cui ci si può fermare. Ad esempio avere tutti i giorni un elemento di conflitto anche su temi su cui basterebbe sedersi a discutere è un bel problema. Basta un po’ di buona volontà, non serve rinunciare alle proprie convinzioni”. E la prescrizione, il tema che sembra mettere più in crisi la maggioranza per il muro contro muro tra democratici e grillini? “Noi diciamo che se si vuole togliere bisogna garantire la ragionevole durata dei processi. Vogliamo un accordo politico sulla durata ragionevole dei processi. Non mi sembra un tema impossibile”. Azzarda una previsione: “Prima della data di entrata in vigore della prescrizione, troveremo un accordo sulla giusta durata del processi”.

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