La partita Ilva è nelle mani di Francesco Caio. Sarà il dirigente di Saipem a gestire il negoziato con ArcelorMittal per rimodulare il piano industriale della multinazionale affittuaria del siderurgico di Taranto. Il manager sarà il consulente del governo nella trattativa che dovrà portare a un accordo per evitare un contenzioso nelle aule di Tribunale.

L’indiscrezione è stata confermata dal ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, che ha descritto Caio come un dirigente di “comprovato valore” che ha “la capacità di trattare nel pieno interesse dello Stato” e questo “potrebbe essere utile al Paese”.

L’annuncio arriva alla vigilia dell’incontro al Mise con i sindacati, convocati nella giornata di lunedì per un faccia a faccia con l’azienda e i commissari straordinari. “Ai sindacati illustreremo, insieme all’azienda, l’attuale situazione, stiamo cercando di capire se c’è una soluzione di continuità produttiva, che però – spiega Patuanelli a Radio24 – non può restare ancorata alle modalità produttive di prima”. Una frase che risuona come un nuovo richiamo alla volontà del governo di spingere verso la decarbonizzazione, almeno parziale, dell’acciaieria.

“Non siamo disponibili a firmare accordi che prevedano dei licenziamenti”, è l’avviso della segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David. “È bene – aggiunge – che governo e azienda conoscano subito la nostra posizione. Noi non siamo dei notai che arrivano alla fine e firmano cose decise da altri. Comunque domani andremo al tavolo e ci aspettiamo di capire qual è il quadro della situazione”.

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