Alla fine, anche la Sicilia taglia i propri vitalizi. Ma lo fa a modo suo, con una riduzione degli assegni progressiva, con riduzioni che oscillano tra il 9 e il 19 percento e con un termine: il taglio varrà solo per cinque anni, poi tutto tornerà come prima. “Vergogna. E i consiglieri hanno aumentato pure le proprie pensioni”, hanno protestato in Aula gli esponenti del Movimento 5 stelle. Il riferimento è una norma a sospresa che estende all’intera indennità la cifra sulla quale calcolare la futura pensione.

I tagli – In Assemblea regionale siciliana è quindi arrivato il via libera alla proposta portata da una commissione creata ad hoc per studiare il taglio dei vitalizi e l’applicazione in Sicilia della norma nazionale. Oggi gli assegni (quasi 200 per gli ex consiglieri, oltre 300 se si considerano anche le reversibilità) costano circa 18 milioni di euro. La proposta dei consiglieri siciliani era inizialmente quella di ridurre questi privilegi di una cifra di poco superiore al 9 percento. “Una truffa” avevano tuonato i grillini già nelle settimane precedenti. Alla fine, il calcolo approvato è frutto di una proposta avanzata da Diventerà bellissima, il gruppo del presidente della Regione Nello Musumeci: un taglio proporzionale al “peso” del vitalizio. Fino ad assegni da 37mila euro la riduzione vale il 9 percento circa. Oltre i 37mila euro, il taglio è di circa il 14 percento. Sopra i 62 mila euro, invece, la riduzione sarà pari al 19 percento. Questi tagli, come detto, resteranno in vigore per cinque anni e non si applicheranno ai vitalizi che sono pari al doppio della pensione minima Inps.

Approvazione bipartisan – Il via libera ai tagli “alla siciliana” è arrivato con un voto bipartisan: sono stati 38 infatti i deputati favorevoli, sia di centrodestra che di centrosinistra. Uno solo il voto contrario: quello del deputato Udc Vincenzo Figuccia che in realtà, nei giorni precedenti, dapprima aveva lanciato la crociata contro i vitalizi, poi durante la seduta se l’è presa col “populismo e la demagogia” del Movimento 5 stelle che aveva “screditato la Sicilia”. Il Movimento, dal canto suo, ha deciso di astenersi dal voto, sventolando i propri badge, provando così a far mancare il numero legale. Ma la legge è passata.

I Cinquestelle: “Una vergogna” – E non è mancata la reazione dei consiglieri grillini che avevano spinto in questi mesi per una riduzione più consistente dei vitalizi: “La classe politica – hanno dichiarato – continua a resistere al taglio dei privilegi. Oggi tutto il parlamento, con la sola eccezione del Movimento 5 Stelle e nell’assoluto silenzio di quei deputati che hanno votato a favore di un vero e proprio indecente capolavoro, si è toccata una delle pagine più buie della storia di questa Regione. Evidentemente, – hanno aggiunto i Cinquestelle siciliani – quando si toccano gli interessi di chi domani dovrà percepire il vitalizio, perché in gran parte il parlamento regionale è formato da persone che dovranno percepirlo, nessuno ha voluto dare un taglio a un privilegio personale. Quello che ha fatto questo parlamento – hanno concluso – è semplicemente produrre una legge che favorisce pochi e a spese di cinque milioni di siciliani”.

Una lunga gestazione – La Sicilia arriva così al taglio, tra le ultime in Italia. Va detto però che i vitalizi sono stati aboliti, anche nell’Isola, dal 2012. Da allora vige un sistema contributivo quasi sovrapponibile a quello riguardante le pensioni dei normali cittadini. Ma nel corso della seduta in cui è stata data via libera alla riduzione degli assegni degli ex consiglieri, ecco saltare fuori la norma a sorpresa. “Dovevano tagliare i vitalizi e si sono aumentati le pensioni”, la denuncia sempre dei grillini che hanno puntato il dito contro un emendamento approvato dall’Aula. Con questa norma, i deputati hanno esteso la cifra su cui calcolare la contribuzione dai 6.600 euro iniziali all’intera indennità di consiglieri regionali che in Sicilia è pari a 11.100 euro in parte lordi, in parte netti. Crescerà così la quota dei contributi che i consiglieri dovranno via via versare, e con essa, quindi, la futura pensione.

Micciché esulta: “Siamo i primi” – Si conclude in questo modo una vicenda che si trascina da mesi, non senza polemiche. Che hanno coinvolto, in molti casi, il presidente dell’Ars. Gianfranco Micciché, che è anche coordinatore in Sicilia di Forza Italia, e che si era sempre detto contrario alle modalità di taglio proposte dal Movimento 5 stelle. E dopo l’approvazione esulta e va all’attacco: “La legge appena approvata dal Parlamento siciliano sul taglio dei vitalizi consegna alla Sicilia il podio tra le regioni italiane. Dal punto di vista del risparmio, con un taglio annuo di 2 milioni di euro e 10 milioni di euro in cinque anni, – ha aggiunto Micciché – siamo senza alcun dubbio i primi in Italia. Sfido a trovare una regione che abbia fatto meglio di noi. I siciliani, sbeffeggiati, insultati e denigrati per mesi, aspettano adesso le scuse di coloro che ci tacciavano di essere spreconi”.

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