“Compriamo solo in librerie indipendenti, per sostenere questi importanti presidi culturali”, dichiarano nel contesto di BookCity Filippo Del Corno e Stefano Parise, rispettivamente Assessore alla Cultura e Responsabile Biblioteche del Comune di Milano. Tra i partecipanti all’annuale kermesse dedicata ai libri, molti lettori abituali riconoscono: “Comprare online o scaricare ebook ormai è un’abitudine, è più comodo ed economico”. Ma c’è chi resiste: “Preferisco fare acquisti in libreria, anche a costo di pagare un po’ di più, è triste vederle chiudere una a una”. E chi vede un punto di equilibrio: “Anche le librerie indipendenti possono ingegnarsi vendendo online e usando bene le applicazioni digitali”. Ma il vero problema, sottolinea qualcuno, “rimane la scarsità di lettori: in un paese che legge così poco non sorprende che le librerie chiudano”. E voi che ne dite?

Che c'è di Bello - Una guida sulle esperienze più interessanti, i trend da seguire e gli eventi da non perdere.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

Il Fatto Personale

di Antonio Padellaro 12€ Acquista
Articolo Precedente

“Da manager della moda a imprenditrice agricola: la mia seconda vita sono uva, olive e lavanda a chilometro zero”

next
Articolo Successivo

Non lavoro e sono un genio: Milano senza di me non avrebbe senso

next