“Sto lavorando con il ministro dell’Economia Gualtieri perché voglio ridurre ancora di più le tasse, come ad esempio quella sulle auto aziendali. Faccio un appello ai gruppi parlamentari di maggioranza a collaborare con il governo, perché tutti ci si impegni a raggiungere questo risultato”. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando con il Corriere della Sera nel giorno degli emendamenti in Commissione alla legge di Bilancio, si rivolge alle forze di maggioranza: “Completiamo l’opera e chiudiamo il cerchio, possiamo essere ancora più ambiziosi“. “Sento di poter accogliere l’appello del presidente del consiglio”, ha risposto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Rtl. “E’ un obiettivo ambizioso però io ci sto. Dobbiamo ridurre le tasse aumentando il taglio degli sprechi, oggi pomeriggio ho una riunione con i ministri del movimento, abbiamo delle idee da mettere sul tavolo”.

Il premier poi ha di nuovo replicato a quelli che ritiene attacchi strumentali sulla ‘manovra delle tasse’: “Dopo i notevoli sforzi fatti da tutti noi con la sterilizzazione delle clausole Iva per 23 miliardi, non posso accettare la falsità che questa possa essere descritta come una manovra che aumenta le tasse. La pressione fiscale infatti non è aumentata. Deve vincere la verità, contro le mistificazioni e le menzogne”. Stando ai calcoli del governo, le tasse sono “appena il 5 per cento” di una Finanziaria da 30 miliardi. E qui Conte ricorda le “numerose misure a favore delle famiglie e delle imprese, i tre miliardi ai lavoratori e i tre come superbonus“.

Di Maio ha anche detto che “ridurre il canone Rai” è uno degli obiettivi, “ma garantendo sempre che la Rai sia più indipendente possibile. I cittadini vogliono che la politica interferisca meno con la Rai”. Maria Laura Paxia, esponente pentastellata e membro della commissione di Vigilanza, ha depositato la scorsa settimana una proposta di legge che punta addirittura all’abolizione del canone: la tv pubblica in cambio si vedrebbe alzare i limiti di affollamento pubblicitari che verrebbero equiparati a quelli delle televisioni private. Una proposta che ricalca quella fatta da Matteo Renzi lo scorso anno, dopo che nel 2015 l’allora premier aveva firmato la riforma che ha inserito il canone nella bolletta dell’elettricità.

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