Il bomber non ha saldato il conto e l’azienda edile gli ha fatto causa. Il centravanti in questione è Mauro Icardi, centravanti del Paris Saint Germain, club che grazie alla ricca proprietà, la Qatar Sports Investments legata al fondo sovrano del Paese del Golfo, elargisce ai propri campioni stipendi d’oro. E neppure il bomber di Rosario fa eccezione con i suoi circa 10 milioni di euro annui. Nonostante ciò, lontano dalla Torre Eiffel l’attaccante sta giocando un’altra partita: quella contro una storica azienda edile della provincia di Como alla quale Maurito non avrebbe saldato una fattura da quasi 17mila euro (comprensiva di Iva) per lavori di ristrutturazione effettuati nella sua abitazione e della moglie Wanda Nara, uno strepitoso attico extralusso con vista sullo stadio di San Siro, in via Pinerolo a Milano.

La vicenda ha vissuto il suo momento di svolta lo scorso mese di luglio. Facendo seguito a diversi solleciti per il pagamento della fattura, l’azienda si era rivolta ai legali che nei mesi scorsi avevano scritto al Tribunale di Como presentando ingiunzione di pagamento. La fattura oggetto di contestazione comprende opere elettriche, impianto di riscaldamento, controsoffittatura, manodopera, oltre alla fornitura dei materiali. Un lavoro consistente effettuato nel corso del 2018.

Ma la fattura non è stata mai saldata e all’azienda edile non è rimasto altro da fare che passare alle carte bollate. Il giudice di Como ha valutato la richiesta e, dopo aver esaminato la documentazione a sostegno dell’ingiunzione di pagamento, l’ha accolta. Non è seguita alcuna opposizione da parte di Icardi e moglie, nei termini di legge quantificati in 40 giorni dalla notifica. A quel punto il decreto è diventato definitivo. Ciò spingerà la creditrice in caso di reiterato mancato pagamento ad avviare un’azione esecutiva per il recupero del credito. Ilfattoquotidiano.it ha contattato gli avvocati Paolo Rivolta e Federico Scisca del Foro di Monza, indicati agli atti come legali dell’azienda creditrice, che si sono limitati a inquadrare il caso come una “normale pratica di recupero del credito che, come tale, sta seguendo l’iter previsto dalla procedura, a tutela della società creditrice”.

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