Italia Viva corre molto rapidamente sui social. Forse troppo, visto che sono già 65mila i like della pagina Facebook. Ma da dove sono arrivati così tanti e in così poco tempo? Il portale ufficiale, già dotato di ben 40mila fan, è “comparso” in coincidenza con la Leopolda 10. La sera del 7 novembre un altro salto: +22mila fan, scavalcate in un colpo le pagine di Leu e Possibile, e raggiunta quella dei Radicali, che risale al 2010. Come si spiega questo boom? Ilfattoquotidiano.it ha ricostruito “la genesi” della pagina Facebook del nuovo partito di Matteo Renzi: a differenza di quelle degli altri movimenti politici, quella di Italia Viva non è stata aperta ex novo. E a tre settimane dal lancio, è già nella top ten dei partiti per numero di fan su Facebook: lo precedono soltanto, nell’ordine, M5s, Lega, Pd, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Più Europa e Sinistra italiana. Per un partito neonato è una crescita social da record.

Circa il 25% dei suoi attuali fan sono stati ereditati dalla campagna referendaria, dopo aver cambiato il nome a una vecchia pagina a supporto della riforma, “L’Italia che dice sì – il Comitato online“. Molte quell’anno le iniziative convocate con quel titolo, alle quali hanno partecipato tantissimi diversi esponenti Pd, incluso l’attuale segretario Nicola Zingaretti. La pagina in questione cambia poi nome nell’ottobre 2018, un paio di giorni dopo la candidatura di Zingaretti alla segreteria e in coincidenza della Leopolda 9. In quel momento Renzi lancia i Comitati e la pagina si trasforma di nuovo, questa volta in “Ritorno al futuro – Comitati di azione civile“.

Da quest’ultima nasce il 17 ottobre 2019 la nuova “Italia Viva“, già con oltre 40mila fan e buone performance a livello di interazioni. Il 7 novembre un altro salto: 22mila fan che arrivano, tutti insieme, grazie alla fusione con un’altra pagina ufficiale, chiamata sempre “Italia Viva“. Sì perché erano due le pagine di “Italia Viva” con lo stesso nome segnate da spunta blu ufficiale presenti su Facebook a quella data. Il social peraltro incoraggia le pagine alla fusione, perché può favorirne la crescita e quindi il traffico sulla piattaforma. La pagina che risulta dall’unione delle due, che ha portato i 22mila nuovi fan, era stata usata dal 2014 per le varie edizioni di Leopolda e Lingotto.

Il nome era stato cambiato decine di volte, adeguandosi di anno in anno a quello dei due eventi dem-renziani, ma tenendo gli stessi fan. Prima dell’unione rimaneva solo l’immagine del profilo e di copertina, con tutti i post relativi a Leopolda e Lingotto cancellati. Adesso, com’è normale a seguito della fusione, la vecchia pagina è sparita, ma la sua traccia è rimasta sia nelle info sulla trasparenza di Facebook che nei metadati delle ricerche di Google. Passaggi che conferma Alessio De Giorgi, responsabile social di Italia Viva. “Dopo il cambio nome abbiamo chiesto a Facebook la fusione della vecchia pagina della Leopolda con quella dei Comitati civici. Il social ha concluso la procedura un po’ in ritardo, il 7 novembre”. Poi spiega: “‘L’Italia che dice Sì – il Comitato online‘ era una pagina di supporto a quella ufficiale per il Sì al referendum, poi diventata ‘In Cammino’, e ora ferma. Le ragazze che la amministravano ce l’hanno donata l’anno scorso quando son partiti i Comitati“. Ma prima del cambio nome qualcuno ha pensato comunque di rimuovere i vecchi post sul referendum.

Una strategia che consente a una formazione politica appena nata di non partire da zero sui social, ma di avere già una base di migliaia di like. Anche se parte di quei follower, circa 15-20mila, avevano iniziato a seguire una pagina diversa, quella del comitato per il Sì che – pur con Renzi segretario – veniva reclamizzato dal Pd come partito. Non va altrettanto bene infatti per formazioni politiche nate da poche settimane. La pagina “Cambiamo con Toti”, registrata a settembre è ferma a poco più di 5mila fan su Facebook. O per fare un altro esempio, quella di Volt Europa, primo partito transnazionale che si è presentato alle elezioni europee, si ferma a 55mila like.

Se nei canali ufficiali Italia Viva ha optato per cambiare nome a pagine già create e attingere qualche fan dall’area dem, altrettanto hanno fatto i suoi simpatizzanti in quelli non ufficiali. È il caso del gruppo Facebook “Report-Milena Gabanelli” che vanta oltre 12mila membri ed era stato fondato nel 2008. Il 13 ottobre 2019 il gruppo cambia nome in “Informazione Vera – Italia Viva” e adesso risulta gestito dalle pagine “Comitato civico Europa 9” e “Italia Viva Roma est”. All’interno vengono pubblicati contenuti pro Renzi. Anche la pagina ‘Italia Viva – Romagna nel 2016′ era “Basta un Sì – Romagna” e insieme a Pd Forlì organizzava eventi ai quali partecipavano esponenti dem. Stesso discorso anche per “Italia Viva Pavia” nel 2016 era “Basta un Sì Pavia“. Discorso diverso, ma simile, per le sezioni non ufficiali “Europa“, “Puglia“, “Milano metropolitana” e “Varese“, create originariamente per sottoscrivere la candidatura di Giachetti e Ascani alle primarie del Pd.

Poi c’è il curioso caso del gruppo “Italia Viva”, con oltre 6mila partecipanti, che per undici anni si era chiamato “Pd Arezzo e provincia“. Infine il caso della pagina “Dr. Francesco Pepiciello“: ha cambiato una decina nomi, passando da “Dott.” a “Consulente”, si è stabilita su “Italia Democratica” nel 2017. Ha la bellezza di 30mila fan ma da quando ha cambiato nome è stata ripulita dai vecchi post. Dall’1 novembre campeggia il simbolo di Italia Viva come immagine del profilo e di copertina. Per unire due pagine, Facebook vuole che siano omogenee: richiede due nomi e due immagini del profilo simili. Sarà un caso? De Giorgi ha smentito tutti i legami con pagine non ufficiali e ha chiarito: “Avevamo bisogno di una pagina con 50mila-60mila fan per iniziare e direi che ci siamo. Le operazioni di consolidamento si fermano qui”.

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