A Milano c’è posto per molte cose, ma non per i libri. Il sistema bibliotecario della locomotiva d’Italia, infatti, è al collasso. A lanciare l’allarme sono state le rappresentanze sindacali dei bibliotecari che nei giorni scorsi hanno scritto al sindaco Giuseppe Sala, all’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, al direttore generale del Comune e alle direzioni competenti.

La missiva parla chiaro. “Vi scriviamo per segnalarvi la situazione disperata in cui versano sia i depositi della Biblioteca comunale centrale di Palazzo Sormani che quelli esterni, che servono l’intero sistema bibliotecario comunale”, si legge nella lettera. In particolare per quanto riguarda la Sormani, i sindacati evidenziano come “a causa della ormai cronica carenza di spazio di cui soffre la biblioteca, i volumi sono stati stipati in tutti gli anfratti disponibili, anche in quelli che non hanno le condizioni microclimatiche adatte per la conservazione del materiale cartaceo, come cantine umide e sottotetti bollenti. Nel deposito cantina fioriscono le muffe e occasionalmente si verifica la caduta di calcinacci. Il deposito legatoria in occasione delle recenti piogge si è allagato”.

Il deposito libri del piano ammezzato, poi, “è saturo al punto che le ultime acquisizioni vengono posizionate su carrelli a ruote”. Mentre gli uffici catalogazione, conservazione e copertinatura sono invasi da materiali in attesa di collocazione. “Considerate inoltre che in alcuni locali, tra cui alcuni aperti al pubblico (sala audiovideo), sono presenti manufatti in amianto e fibre vetrose artificiali in una forma al momento giudicata non pericolosa ma che potrebbe presto diventarlo, vista la deteriorabilità e friabilità di questi materiali, che andranno dunque rimossi”, aggiungono.

Drammatica, poi, la situazione dei depositi esterni. “Qualche anno fa è stato assegnato all’area biblioteche l’edificio di via Deledda 16, con l’impegno di ristrutturarlo e adeguarlo per adibirlo a deposito unico del sistema bibliotecario milanese. Questo impegno non è mai stato mantenuto. Si è potuto utilizzare l’edificio solo in piccola parte, immagazzinandovi circa 25mila volumi della Sormani, scelti tra quelli meno consultati, e 8000 del Fondo Tobagi, oltre a 200 scatoloni del Fondo Cardinal Tettamanzi e 500 del Fondo Giancarlo Vigorelli, in attesa di catologazione e collocazione definitiva. Ora il Comune ha messo in vendita questo edificio, e quindi andrà sgomberato. Non c’è però un altro spazio in cui collocare questo materiale”.

Il deposito periodici di via Quaranta, poi, è chiuso dal 2016 per lavori di adeguamento alle norme, e “rimarrà ancora chiuso a lungo” in quanto devono essere ancora eseguiti importanti lavori per ottenere le certificazioni antiincendio. Il deposito quotidiani di viale Zara 100 è ospitato in un seminterrato “esposto ad allagamenti“. Quello di libri e periodici di via Bezzecca – situato nel seminterrato di una scuola elementare – deve essere sgomberato per motivi di sicurezza antincendio. Analoga sorte per il deposito di via Boifava, che deve essere sgomberato per consentire la ristrutturazione dell’immobile a beneficio del Teatro Ringhiera.

E ancora, “il Fondo Storico Ragazzi è da anni inscatolato e conservato alla meglio in locali attigui alla Biblioteca Sant’Ambrogio, che presto andranno ceduti al Municipio 6”. Mentre i lavori di riqualificazione e ampliamento della Biblioteca Calvairate “non possono prendere avvio per l’impossibilità di svuotare la biblioteca”.

Insomma, “la situazione è tale che rischiamo di non poter più acquistare libri nuovi per la Sormani, di non poter accettare donazioni (anche se interessanti), di dover ridurre drasticamente il numero di abbonamenti alle riviste e ai quotidiani”. Quindi “in mancanza di spazi ampi, moderni, dotati di tutte le certificazioni, e quindi utilizzabili da subito, si prefigura la paralisi e – potenzialmente – il collasso dell’intero sistema bibliotecario comunale”.

Non condivide lo scenario il direttore Area biblioteche del Comune, Stefano Parise, per il quale i problemi sono in via di risoluzione, come ha sottolineato al Corriere della Sera. I rappresentanti sindacali, dal canto loro, sottolineano di aver “chiesto per ben due volte – prima come delegati e poi con il sostegno della Rsu e di tutte le organizzazioni sindacali presenti nell’ente – un incontro su questi e altri problemi, che hanno pesanti ricadute sugli assetti organizzativi, sulle condizioni di lavoro e sui servizi erogati agli utenti, ricevendo solo risposte parziali e dilatorie e nessuna convocazione”. Che questa volta è invece arrivata. “Siamo consapevoli dei problemi, stiamo lavorando sulle soluzioni, in tutta serenità incontriamo i sindacati a breve”, spiega l’assessore Del Corno. Che ha fissato l’appuntamento per il prossimo 22 novembre, poco dopo Bookcity.

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