Ventiquattro squadre hanno iniziato poco più di un mese fa il lungo percorso ai Worlds 2019, il mondiale di League of Legends. Una competizione itinerante che li ha portati a sfidarsi tra Berlino, con la fase a gironi, e Madrid, con la fase a eliminazione diretta. Solo per due squadre il sogno di alzare il trofeo, la Summoners Cup, è ancora realtà: sono gli europei G2 Esports e i cinesi FunPlus Phoenix, campioni delle rispettive competizioni regionali. Le due formazioni da cinque giocatori si sfideranno domenica 10 novembre a Parigi presso l’Accor Hotels Arena, pronta a ospitare 20.000 spettatori, tifosi e semplici curiosi per quello che si presenta come l’evento e-sport dell’anno.

Un indicatore di quanto la finale sia attesa e viva è rappresentato dall’importanza mediatica che l’evento sta riscontrando in Francia. Non solo i biglietti sono andati sold-out nel giro di pochi minuti dall’inizio della vendita, la televisione francese France TV la trasmetterà in diretta sul proprio canale Sport in collaborazione con la redazione di O’Gaming TV, una delle realtà mediatiche esport più importanti d’Oltralpe. A colpire è anche la disponibilità messa in campo dalla municipalità parigina che ha permesso di ospitare la conferenza stampa di presentazione dei Worlds presso il simbolo, l’incona di Parigi e dell’intera Francia: la Tour Eiffel.

D’altronde i mondiali di League of Legends sono seguiti al mondo da milioni di spettatori divisi tra le varie piattaforme di streaming: Twitch e Youtube in primis. In totale finora su 131 ore di trasmissione sono state più di 125 milioni le ore di streaming guardate in tutto il globo a esclusione della Cina, nazione che utilizza altre piattaforme i cui dati sono difficilmente accessibili. Se scendiamo più nel dettaglio scopriamo che, secondo quanto riportato dal sito Esports Charts, il picco massimo di spettatori contemporanei è stato di quasi 4 milioni, per l’esattezza 3.985.787, registrato durante la semifinale tra G2 Esports e SK Telecom T1.

Altro fattore che determina l’importanza dell’evento di domenica è la quantità di sponsor di primo livello che hanno deciso di supportare League of Legends e, in chiave più ampia, un evento esport: sia aziende endemiche, ovvero che gravitano intorno al settore videoludico, come Alienware, Secretlab e, più indirettamente, OPPO, azienda produttrice di smartphone; sia aziende non endemiche come Mastercard, Red Bull, AXE e State Farm. La partnership che indubbiamente tra tutte ha suscitato più sorpresa è con Louis Vuitton, la casa di moda francese che ha scelto League of Legends per la sua prima collaborazione con il mondo dell’esport. Il trofeo del mondiale, la già citata Summoners Cup, sarà infatti custodita in una valigetta appositamente creata per l’occasione proprio da Louis Vuitton.

La collaborazione tra Riot Games e la casa francese non termina qui. Nicolas Ghesquière, designer del marchio parigino, ha realizzato anche delle skin per alcuni personaggi del gioco, ovvero dei contenuti estetici che saranno venduti all’interno del negozio di gioco. Una collaborazione dunque trasversale tra la moda e l’esport, un connubio sempre più frequente negli ultimi mesi tra due settori solo apparentemente distanti. Se poi aggiungiamo un montepremi da più di 2 milioni $ è chiaro quanto gli esport riescano a muovere in termini di investimenti e interesse trasversale. La finale ha addirittura mobilitato l’Equipé, uno dei più letti quotidiani francesi, che per l’uscita di venerdì ha preparato uno speciale inserto dedicato a tutte le curiosità sull’evento che ospiterà Parigi.

Un altro indicatore dell’importanza mediatica della finale è la volontà dei vari broadcaster locali europei di trasmettere e commentare il match direttamente dall’Accor Hotels Arena di Parigi. Per la prima volta sarà presenta anche la spedizione italiana che ha raccontato per tutto il 2019 le principali competizioni del titolo di Riot Games e nell’ultimo mese ci ha deliziato con il commento di tutte le fasi dei mondiali: Lapo “Terenas” Raspanti, Roberto “KenRhen” Prampolini, Edoardo “EddieNoise” Prisco ed Emiliano “Moonboy” Marini saranno nella capitale francese per condividere con tutti gli spettatori italiani l’atmosfera dell’evento che sarà trasmesso in diretta streaming su PG Esports.

Per comprendere meglio il perché di questa scelta abbiamo chiesto lumi a Marco Soranno, League Operations Manager di PG Esports.

Avete deciso di compiere un importante salto di qualità: portare i vostri caster direttamente a Parigi per fornire al proprio pubblico lo spettacolo della finale dal vivo. Quanto è significativa questa mossa per voi?

Grazie ad un partner come Intel siamo riusciti a portare i nostri talent a Parigi per offrire una esperienza unica ai nostri fan. Per noi è importante che l’Italia continui ad essere in prima linea tra gli Official Broadcast Partner di League of Legends e che il nostro pubblico percepisca i miglioramenti qualitativi e l’impegno per portare una trasmissione sempre più coinvolgente. E quale occasione migliore se non la massima competizione che finalmente torna in Europa.

Recentemente avete aggiunto Rainbow Six Siege e Magic: The Gathering Arena alle vostre competizioni nazionali. Ma che ruolo ricopre League of Legends per la base del vostro successo in Italia?

Siamo orgogliosi di aver aggiunto al nostro parco titoli prima Rainbow Six Siege e poi Magic Arena, dove per la prima volta operiamo come TO europeo in un progetto ambizioso e con la fiducia di Wizards of the Coast. League of Legends è dove tutto è iniziato, è il titolo con cui sono nati i PG Nationals ed il primo su cui abbiamo investito in termini di produzione, community ed entertainment. Per questo motivo è il titolo con cui otteniamo i migliori risultati in termini di audience e seguito. Riot Games è sempre stato un ottimo partner, dandoci la possibilità di lavorare al meglio in Italia per costruire e far crescere l’ecosistema esports locale ed accrescere spettatori e giocatori. Ci auguriamo di continuare in questa direzione, con risultati sempre più solidi e portando questa esperienza anche sugli altri titoli.

Daniele “Jiizuké” Di Mauro, il primo giocatore italiano nella massima scena competitiva, ha indubbiamente aiutato a coinvolgere ancor di più la community nell’esport: pensi sia sufficiente per continuare ad attirare nuovi spettatori o è necessario che intervengano altri fattori?

Daniele è stata una grande fortuna per tutto il panorama italiano: ha aumentato enormemente la consapevolezza del fenomeno esport, sia dal punto di vista dei giocatori che volevano intraprendere questa strada sia dal punto di vista degli spettatori che seguono la scena. Ci ha indubbiamente aiutato avere un giocatore professionista italiano alla nostra prima stagione completa di broadcast LCS, ma da solo non basta per continuare a crescere. C’è bisogno di offrire costantemente un contenuto di qualità e far appassionare le nuove generazioni di giocatori, sperando ovviamente di poter raccontare le storie di nuovi talenti italiani nel panorama internazionale.

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