Scontro rovente a Coffee Break (La7) tra la ricercatrice universitaria Marta Fana e la senatrice di Forza Italia Gabriella Giammanco sul salario minimo.
Fana, che presenta il libro “Basta salari da fame!” (ed. Laterza) scritto con Simone Fana, spiega: “Il salario minimo legale potrebbe essere uno dei meccanismi che aiuta a risollevare quella parte bassa della distribuzione dei salari. Oggi in Italia abbiamo il 14% di lavoratori poveri. Del salario minimo legale si era cominciato a discutere nella primavera scorsa col M5s, ma adesso non si sa che fine abbia fatto questa proposta nel nuovo accordo di governo. E mi dispiace, perché non era una proposta compiuta, né la migliore possibile, ma sicuramente era un punto di partenza. Allo stato attuale, in Italia, ci sono lavoratori che guadagnano 5 o 6,8 euro lordi all’ora, anche sotto contratto collettivo nazionale firmato dai sindacati rappresentativi”.

Il dibattito si accende quando Giammanco osserva: “Il salario minimo garantito esiste in quei Paesi dove non ci sono associazioni sindacali forti“.
“Falso”, insorge Fana.
“Ma è tutto falso per lei? – protesta la parlamentare – In Germania e in Inghilterra non hanno associazioni sindacali forti come noi. In Italia il 95% dei lavoratori ha un contratto nazionale del lavoro e dei minimi tabellari.
“È falso, perché, signora, lei non sa cosa dice – ribatte la ricercatrice – E non lo dico io, ma l’Istat, l’Inps, la Cgil”.
“Ma io esco pazza”, commenta Giammanco.
“Certo, perché dice cose sbagliate”, ribadisce Fana.

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