“Noi come M5s non siamo d’accordo sull’introduzione dello scudo” per l’ex Ilva. Mentre i sindacati in sciopero lanciano l’allarme e dicono che l’azienda “sta già fermando i forni” e quando stanno per scadere le 48 ore di riflessione proposte dal premier Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio insiste nel dire che i 5 stelle non sono d’accordo col ritorno dell’immunità per l’azienda. Il presidente del Consiglio in questi giorni ha già ribadito più volte che lo scudo penale, che era stato tolto dal Parlamento, “non è il problema”, ma solo una scusa avanzata dall’azienda.

“Se è questo lo risolviamo in poche ore”, ha detto ieri a Porta a porta. Il Pd, e in particolare il capogruppo Graziano Delrio, ha più volte detto di essere pronto a presentare un emendamento al decreto Fiscale. Su questa ipotesi Di Maio, intervistato al forum dell’Ansa, si dice fortemente contrariato: “La Lega che cura i suoi interessi in borsa presenta un emendamento, ma che lo presentino anche partiti della maggioranza senza un accordo è un problema della maggioranza stessa“. Una dichiarazione che rivela le forti tensioni dentro il governo, nonostante l’appello di Conte perché i partiti “siano compatti” in un momento così delicato.

Di Maio ha però criticato chi, come Matteo Renzi nell’ennesima intervista a Repubblica, ha messo in guardia la maggioranza sul ritorno alle urne e ha continuato a esprimere dubbi sulla guida di Conte. “Penso ai cittadini che aprono il giornale e leggono queste cose”, ha commentato, “dite le cose chiaramente, parlate chiaramente all’opinione pubblica. Quando si ha un ruolo pubblico bisogna essere al servizio dei cittadini e non alimentare dibattiti su questioni di palazzo”. Sul premier Conte Renzi si è limitato a dire che “del doman non v’è certezza”, rievocando le sue dichiarazioni del weekend che mettevano in dubbio Conte premier. Secondo Di Maio “così si perde di vista l’obiettivo e si comincia a parlare in politichese di questioni di palazzo. Questo fa perdere fiducia nei confronti dello Stato”.

Di Maio, sempre intervistato dall’Ansa e sempre parlando del caso Ilva, ha anche attaccato il Carroccio: “Allo Stato è stato chiesto di rispettare il contratto di Calenda, adesso chi ci chiede di rispettarlo non rispetta i patti. Io spero che i sovranisti siano mossi da orgoglio e non facciano i camerieri delle multinazionali”. E in particolare, ha mosso accuse sulla passata esperienza governativa: “Ogni volta che io provavo a essere duro, la Lega si schierava con Arcelor. Ora ho capito perché: hanno investito in Arcelor e stanno battagliando ancora per la multinazionale e non per i lavoratori. Abbiamo smascherato il finto sovranismo. Abbiamo gli unici sovranisti al mondo che perorano le battaglie delle multinazionali anziché i cittadini e i lavoratori”.

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