Gestivano un mercato nero attivo sul dark web con 100mila annunci per la compravendita di droga e armi. Dietro a falsi nomi di importanti politici, come “EmmanuelMacron” e “VladimirPutin“, utilizzati per non rivelare la loro vera identità in rete, si nascondevano i tre giovani amministratori di 19, 26 e 27 anni, della piattaforma online “Berlusconi market” con guadagni di migliaia di euro al mese. A svelare i loro affari è stata l’indagine della guardia di finanza di Brescia e coordinata dal procuratore Carlo Nocerino.

Punto di riferimento del gruppo era il 19enne, iscritto al Politecnico di Torino e appartenente, come ha precisato il pubblico ministero Erica Battaglia, “a una buonissima famiglia”. Mentre il comandante del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della guardia di finanza Giovanni Reccia ha aggiunto: “I tre arrestati facevano da intermediari tra i clienti e i venditori. Insomma, mettevano a disposizione la piattaforma online”.

Le indagini erano scattate a maggio con una prima operazione, chiamata “Darknet.Drug“: i militari erano riusciti a identificare a Barletta un venditore di sostanze stupefacenti, noto nell’ambiente del dark web come “G00d00”, e ad arrestarlo insieme ad un altro soggetto trovato in possesso di armi. Non solo: durante l’operazione erano stati sequestrati 2,2 chili di droga (cocaina, ketamina, Mdma), pronta per essere venduta su internet. Come 163 pasticche di ecstasy e 78 francobolli impregnati di Lsd. A maggio sotto sequestro era finito anche un locale a utilizzo commerciale, sempre a Barletta, e sede di un’attività di scambio di Bitcoin, la cripto valuto molto diffusa nei traffici illeciti sul web. Le fiamme gialle, una volta in possesso di computer e smartphone, erano riusciti a risalire ai tre amministratori di “Berlusconi Market”, in manette sei mesi dopo.

“È la quarta indagine nel mondo in grado di rendere inoffensivo il dark web”, ha precisato il procuratore capo di Brescia Carlo Nocerino. E aggiunge: “Berlusconi Market costituisce il quarto esempio al mondo di Black Market del Dark web oggi non più operativo”. Prima dell’operazione italiana, l’Fbi statunitense e la polizia olandese avevano svelato altri traffici illegali online sulle piattaforme “Black Market Sill Road”, “Alfa Bay” e “Hansa Market”.

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