OPPO Reno2 è il nuovo smartphone di fascia media che offre una buona qualità costruttiva, schermo e autonomia di alto livello, e un comparto fotografico più che soddisfacente. Il tutto a un prezzo di 499 euro, che è una cifra un po’ alta se rapportata con i prezzi dei diretti concorrenti. È un prodotto indicato per chi desidera distinguersi dalla massa con un dispositivo diverso dagli altri. Per chi fosse interessato, il consiglio è quello di attendere l’abituale ribasso dei prezzi che coinvolge tutti i prodotti Android, e che potrebbe prendere corso prima del previsto, considerata l’imminente ricorrenza del Black Friday.

Design e schermo

Esteticamente non ci sono novità, del resto il design era già molto originale e riconoscibile grazie al meccanismo a pinna di squalo per la fotocamera frontale, a un pannello posteriore senza sporgenze e allo schermo che occupa tutta la parte frontale.

L’attenzione ai dettagli emerge, ad esempio, dalla pallina in ceramica sul pannello posteriore, che ha il compito di sollevare leggermente lo smartphone quando lo si appoggia su un piano, per non graffiare le lenti dei sensori fotografici.

Il rivestimento è interamente in vetro, nelle colorazioni Luminous Black e Ocean Blue. Quest’ultima è quella in prova. Il rapporto di forma in 20:9 non lo rende particolarmente ergonomico, anche perché tende a scivolare. Ecco perché torna molto utile la cover in pelle inclusa nella dotazione, che riprende i colori del dispositivo.

Lo schermo AMOLED da 6,5 pollici ha una risoluzione Full HD+ (2.400 x 1.080 pixel) e offre ampi angoli di visuale e una buona visibilità all’aperto. La luminosità massima è molto alta, ma c’è qualche inconveniente nella gestione della luminosità automatica, che talvolta tende ad essere più bassa del dovuto.

Il sensore per il riconoscimento delle impronte digitali è installato sotto allo schermo e funziona bene, a patto di non avere le dita bagnate. In questo caso meglio usare il riconoscimento del volto. Appena attivato si apre la pinna di squalo, con un meccanismo veloce che non sacrifica l’immediatezza. Peccato che questo componente tenda ad accumulare la polvere. OPPO garantisce 200.000 aperture senza guasti, non abbiamo avuto abbastanza tempo per verificare questo dato.

In ogni caso, è da annotare che rispetto ai predecessori Oppo ha riposizionato il flash per la fotocamera posteriore: prima era integrato nella pinna di squalo, oggi è accanto al modulo fotografico posteriore. Probabilmente la scelta è dettata dalla volontà di limitare l’uso del meccanismo a scomparsa.

Fotocamera

Quello fotografico è il comparto su cui OPPO è intervenuto per colmare il divario tra il suo prodotto di medio-gamma e quello al top di gamma. Le fotocamere raddoppiano, passando da due a quattro. Il sensore principale è da 48 Megapixel con stabilizzazione ottica dell’immagine; il sensore secondario è un grandangolare da 8 Megapixel. Il terzo sensore è un teleobiettivo da 13 Megapixel che abilita uno zoom ottico 2X con possibilità di spingersi fino a 5X grazie a un sistema ibrido, e fino a 20X completamente in digitale. In ultimo c’è un sensore monocromatico per la modalità ritratto da 2 Megapixel.

I risultati che abbiamo ottenuto durante i test sono soddisfacenti, considerando il prezzo di vendita. La perdita di dettaglio con lo zoom a 2X è quasi impercettibile, ma diventa visibile con il sistema ibrido ed è importante quando ci si spinge completamente in digitale. Oltre tutto in questa modalità occorre avere la mano ben ferma, oppure un cavalletto.

La fotocamera principale da 48 Megapixel offre un livello di dettaglio elevato con buoni contrasti, mentre l’HDR tende ad accentuare molto i colori ricreando un effetto quasi innaturale. I risultati sono soddisfacenti anche in notturna, grazie alla modalità notte (Ultra Dark Mode) che si appoggia ad algoritmi di Intelligenza Artificiale per catturare più luce e aumentare il livello di dettaglio, schiarendo le zone più in ombra. Bene anche la fotocamera grandangolare, che non distorce molto la scena, ma soffre un po’ di più in notturna.

Sul fronte video esordisce la modalità Ultra Steady, che combina la stabilizzazione ottica ed elettronica dell’immagine, per registrare filmati di buon livello anche in movimento. In questo caso però la risoluzione si ferma al Full-HD a 60 fotogrammi al secondo, mentre normalmente OPPO Reno2 può registrare in 4K.

Pensando ai più creativi, l’azienda cinese ha preinstallato un software per il montaggio video. Si chiama SOLOOP e consente di effettuare montaggi dei filmati direttamente sullo smartphone, in modo da poterli condividere subito sui social. È un’applicazione molto semplice, che permette di tagliare video, aggiungere filtri di colore, modificare il formato, aggiungere sottotitoli e musica.

OPPO Reno2 inoltre consente di filmare con effetto bokeh (sfondo sfuocato) anche tramite la fotocamera frontale da 16 Megapixel, che soddisfa anche negli scatti in notturna.

Prestazioni e autonomia

Alla base della configurazione c’è il processore Qualcomm Snapdragon 730G, affiancata da 8 Gigabyte di memoria RAM e da uno spazio di archiviazione di 256 Gigabyte. Le prestazioni sono di alto livello, tanto che nell’uso quotidiano non si nota la differenza con i top di gamma, dato che il sistema è sempre fluido e scattante. Convince anche la dissipazione del calore, praticamente impercettibile.

L’audio non è stereo, ma è presente la presa jack per le cuffie. Oltre a questo, la connettività include il supporto Dual-SIM e il lettore per le schede microSD.

Sul fronte dell’autonomia possiamo dirci soddisfatti: con un uso particolarmente intenso si riesce ad arrivare comunque a sera senza bisogno di ricaricare la batteria. In alcuni casi, lo smartphone è riuscito ad arrivare intorno alle 22:00 con ancora il 30% di autonomia, mentre nelle giornate tranquille vantava un’autonomia residua del 46% in tarda serata. Inoltre, c’è il supporto allo standard di ricarica rapida OPPO denominato VOOC Flash Charge 3.0 che consente di portare Reno2 da 0% a 100% in 40 minuti.

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