Vive immerso nella natura a poche centinaia di metri dalla mondana Positano, ma la sua semplice quotidianità è fatta di passeggiate con gli animali, letture, dipinti, lavoretti per sistemare il suo padiglione moresco. Il tutto senza corrente elettrica né telefono. Lui è Gianni Menichetti, 67 anni, di cui 48 trascorsi in un canyon selvaggio (Vallone Porto). La sua dimora è tre metri per tre: al suo interno i suoi dipinti, le poesie scritte da lui, libri, qualche stoviglia, tazze, asciugamani e vestiti sparsi qua e là, due antiquate lampade a gas.

All’esterno i suoi animali tra cui 15 cani, galline, anatre, tortore. Toscano di origine, Gianni è giunto nel cuore di Positano per il fortissimo sentimento che provava per Vali Myers, artista che amava stare lontano dalle luci della città preferendo a queste la compagnia delle sue inseparabili volpi. Dopo la morte della sua amata ha continuato a vivere lì in solitudine. Da otto anni è accompagnato da Joanna Pallaris che, però, “forse sta cercando altri orizzonti”, come racconta Gianni.

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