Mertens raggiunge e supera Maradona, Insigne torna al gol e abbraccia Ancelotti dopo le polemiche: il Napoli vince 3 a 2 a Salisburgo e mette in discesa il discorso qualificazione, ma fa fatica e ancora non convince pienamente. Balla troppo in difesa la squadra di Ancelotti, subisce gol evitabili, si prende pause pericolosissime e alcuni calciatori appaiono ancora o fuori forma, come Koulibaly, o fuori ruolo, come Zielinski finché non torna centrale, o totalmente avulsi come Lozano. Il Salisburgo è squadra che onora l’impegno in casa mettendoci impeto e intensità, ha individualità interessanti, su tutti il centravanti Haaland, figlio di quel Alf Inge la cui carriera finì sotto le scarpette di Roy Keane. Ma in Champions gli avversari irresistibili sono altri e dunque il fatto che gli austriaci arrivino primi su quasi ogni pallone e che mandino in affanno gli azzurri più del dovuto è probabilmente sintomo di un problema del Napoli più che dei meriti, che ci sono, del Salisburgo.

E infatti subisce ben oltre il limite dell’accettabile il Napoli, che va in vantaggio con un bel gol di Mertens ma viene tenuto a galla da troppi miracoli di Meret nel primo tempo: avesse parato anche il rigore del primo momentaneo pareggio di Haaland, il giovane portiere si sarebbe guadagnato la santità. E anche l’avvio di ripresa è da incubo: col Salisburgo che sembra indemoniato e non fa fiatare mai gli azzurri, stavolta però senza creare eccessivi pericoli. Tant’è che il Napoli torna in vantaggio approfittando dell’eccessiva verve offensiva austriaca che però porta a prestare il fianco: è ancora Mertens che la butta dentro, superando Maradona e arrivando a quota 116 gol in maglia azzurra. Incomprensibile, ma abituale ormai, il secondo gol del pareggio di Haaland: solo in mezzo all’area napoletana dopo un calcio da fermo, scenario fin troppo usuale per gli azzurri in questa stagione.

Dura un minuto, poi viene fuori la maggior qualità azzurra: Insigne, entrato da poco, trova un pallonetto che per quanto improbabile è efficace e finisce dentro, fissando il punteggio sul 3 a 2 finale. È una vittoria importantissima per Ancelotti: il Napoli non vinceva in trasferta in Champions da più di tre anni, è primo con due partite in casa da giocare, contro Genk e Salisburgo ed è alla seconda vittoria consecutiva dopo la sosta, ma la sensazione è che il lavoro da fare per Ancelotti e i suoi sia ancora tanto. Troppe incertezze, troppe pause e forse un difetto di personalità che si risolve col sudore…e magari con Ibra.

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