Sul piano anti evasione “non ho subito nessun ricatto dai partiti della maggioranza e non ho fatto nessun passo indietro”. A rivendicarlo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a margine dell’assemblea di Confesercenti, il giorno seguente il vertice sulla manovra e le correzioni che hanno portato allo slittamento a luglio per l’entrata in vigore dell’abbassamento sulla soglia del contante e sulle multe per chi non ha i Pos. “Abbiamo fatto invece due passi avanti: non è impoverita la manovra, anzi per me è rafforzata. Nessuna forza politica mi ha detto che è contro questo piano, semplicemente una premura diffusa era che non ci fosse un aggravio né per cittadini né per esercenti. Sono stato io stesso promotore di un differimento in modo da garantirci che la riduzione della soglia del contante e l’utilizzo dei Pos sia collegato alla riduzione delle commissioni sia per i consumatori che per gli esercenti”, ha aggiunto. Per poi spiegare di non temere imboscate in Aula attraverso emendamenti che vogliano affossare i capi saldi della manovra: “Emendamenti? Io rispetto il Parlamento, ma mi aspetto che sui pilastri fondamentali le forze politiche presenti al mio tavolo siano coerenti”.
Conte ha poi smentito attriti con Di Maio, dopo i botta e risposta a mezzo stampa: “Di Maio era stato a Washington, non ci eravamo incontrati da un po’ di tempo, è stato un momento per fare un po’ un confronto su tutte le questioni politiche aperte. Tra me e lui non ci sono stati toni particolari, poi per carità fa parte della dialettica quotidiana”. Nessun timore, invece, sulla lettera di Bruxelles: “Non ci preoccupa, risponderemo alle domande avanzate sulla manovra. L’interlocuzione con l’Unione Europea è doverosa, non ci sottrarremo’
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